Bufera sulla Lega, Zicchieri: "Da oggi porteremo in tribunale giornalisti e benpensanti del Pd"

Il duro attacco di Francesco Zicchieri, coordinatore del Lazio del partito di Salvini, e quello del capogruppo in Consiglio regionale Orlando Angelo Tripodi

Francesco Zicchieri con Matteo Salvini

"Sono stufo che giornalisti male informati o peggio ancora in totale malafede infanghino il mio nome e quello della Lega e che Zingaretti e Pd cavalchino questo schifo falso per racimolare qualche consenso". Sono le dure parole di Francesco Zicchieri, coordinatore del Lazio della Lega, che in un comunicato commenta l'articolo uscito sul quotidiano La Repubblica, relativo all'inchiesta Alba Pontina e ai rapporti tra il clan rom e alcuni esponenti politici, e la polemica politica che ne è scaturita. Il primo attacco dell'esponente pontino della Lega è però riservato alla stampa, minacciata di essere portata "in tribunale", poi alla controparte politica.

"Come già detto ripetutamente parecchi mesi fa - prosegue Zicchieri - non ho mai avuto il minimo contatto con questi sconosciuti mafiosi. Queste persone non le ho mai viste ne' conosciute, lo ripeto. Basterebbe infatti che il Pd prima di sparlare si informasse con i questori e i commissari di polizia che hanno svolto le indagini per capire la meschina figura che stanno facendo. Ma a tutto c'è un limite. Da oggi i giornalisti e i benpensanti del Pd che continueranno a farsi pubblicità inventandosi simili assurdità saranno portati in tribunale". 

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Sulla polemica interviene anche il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Orlando Angelo Tripodi: "Non mi vergogno nel rivelare che nel 2015-2017 ho avuto problemi lavorativi. Si smontano così queste ricostruzioni fantasiose. Non ho nulla da temere e tutti ne sono a conoscenza: la mafia mi fa schifo; ho combattuto sempre e sono distante anni luce dal modus operandi degli zingari di Latina; ho militato sin da ragazzo con onestà, tanti sacrifici e soprattutto senza risorse economiche; in più non ho mai conosciuto e avuto rapporti con questi personaggi né con i delinquenti. Non c'è nessun avviso di garanzia, ma abbiamo fiducia nella magistratura e siamo convinti debba andare fino in fondo. Ci lascia basiti - sostiene ancora Tripodi - la faccia tosta degli esponenti del Pd: Nicola Zingaretti e altri, ad esempio, dovrebbero spiegare come mai sono stati finanziati dal ras delle coop di Mafia Capitale Salvatore Buzzi, il quale esultava per la vittoria del governatore nel 2013 e sosteneva che 'con gli immigrati si fanno molti più soldi che con la droga'. Per non parlare - continua - dei molti esponenti dem arrestati e a processo per gravi reati, a partire dal caso rimborsopoli in Consiglio regionale del Lazio. Il garantismo è uno stile di vita, sono e resto un uomo pulito come anche i miei avversari hanno sempre riconosciuto''. 

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