Cronaca

Operazione “Just Married”: immigrazione clandestina con i finti matrimoni, 11 arresti

Le indagini della Squadra Mobile partite dopo la denuncia di una donna di origini marocchine vittima di un sequestro di persona e di violenza sessuale che hanno poi portato a due gruppi che favorivano l'ingresso e della permanenza di immigrati clandestini

Sono 11 le persone, tra cui sei donne, finite in manette nell’ambito dell’operazione “Just Married” figlia dell’indagine della Squadra Mobile sul favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza di immigrati clandestini. 

Le misure cautelari sono state eseguite questa mattina nei confronti di cinque persone di nazionalità italiana, 4 originarie del Marocco e tre dell’Egitto, mentre una donna di origini marocchine, colpita dalla misura degli arresti domiciliari, risulta al momento irreperibile e su di lei si stanno concentrando le ricerche da parte degli uomini della Questura. 

Le indagini, che si sono concentrate in particolare nel periodo compreso tra febbraio e maggio dello scorso anno, hanno preso il via in seguito alla denuncia da parte di una donna marocchina vittima di violenza sessuale a seguito di un sequestro di persona. I successivi accertamenti condotti dalla polizia hanno poi portato al fenomeno ben più ampio che vedeva affiancato due organizzazioni, una composta da cittadini di origini marocchini e l’altra da egiziani, con la complicità di italiani. 

L’INPUT ALLE INDAGINI -  E’ stata dunque la dettagliata denuncia da parte della donna di origini marocchine vittima della violenza sessuale e del sequestro di persona a dare il via alle indagini della Squadra Mobile. La ragazza, una delle tante fatte arrivare illegalmente dietro pagamento di una consistente somma di denaro, doveva essere indotta alla prostituzione. Al suo rifiuto la giovane è stata segregata in un’abitazione nella zona del campo sportivo di Sabaudia dove si è consumata la violenza da parte di uno suo connazionale - un 27enne residente a Sabaudia, l'unico che dovrà rispondere anche del reato di violenza sessuale -. Fino a quando la donna, approfittando di un momento di distrazione di coloro che la tenevano segregata, non è riuscita a liberarsi rivolgendosi alla polizia alla quale ha raccontato tutto. 

“Determinante per l’indagine è stata proprio la collaborazione della vittima, elemento fondamentale per arrivare a fare luce su reati odiosi” ha spiegato durante la conferenza stampa Antonio Galante, capo della Squadra Mobile. 

LE INDAGINI - In questo contesto, spiga ancora Galante, prende il via una meticolosa attvità investigativa, con l'ausilio anche di supporti tecnici, tesa a far luce su questo episodio ma che poi porta ad un gruppo familiare ben ramificato composto da soggetti di origini marocchine che, dietro compensi anche di 6mila euro, contraevano matrimoni di comodo in Marocco, con loro concittadini, che facevano giungere in Italia chiedendo il ricongiungimento familiare.

Durante l’approfondimento della vicenda della violenza sessuale e del sequestro di persona, si è poi avuto modo di approfondire la convergente attività di un secondo gruppo, composto per lo più da cittadini egiziani, forse ancor più ramificato e radicato sul territorio, che, spiegano dalla Questura, “operava in modo del tutto simile al primo con l’apporto diretto di familiari residenti in Egitto, mediante i quali veicolavano l’arrivo in Italia di loro concittadini dietro corrispettivo di denaro”.  

Costoro inoltre, in Italia, grazie alla collusione di italiani riuscivano a falsificare la documentazione necessaria per ottenere rinnovi e rilasci di permessi di soggiorno, in particolare CUD e buste paga di comodo, nonchè ad agevolare le pratiche di ingresso e permanenza sul territorio dei cittadini extracomunitari irregolarmente giunti, grazie ad una rete di ‘fiancheggiatori’ italiani disponibili a contrarre finti matrimoni, dietro il pagamento di compensi anche di 10mila euro. 

      >>> "OPERAZIONE JUST MARRIED" | IL VIDEO <<< 

GLI ARRESTATI - Il blitz degli uomini della Squadra Mobile questa mattina intorno alle 5 quando sono scattate le manette per le 11 persone, 5 finite in carcere e 6 ai domiciliari con l’applicazione delle procedure di controllo mediante “braccialetto elettronico”. Le misure cautelari, per i reati appunto di favoreggiamento in concorso dell’immigrazione clandestina e della permanenza sul territorio nazionale attraverso l’organizzazione di falsi matrimoni, sequestro di persona e violenza sessuale, sono state emesse dal Gip Mara Mattioli su richiesta del sostituto procuratore Daria Monsurrò che ha coordinato le indagini della polizia. Gli arresti sono stati eseguiti tra Sabaudia, Priverno, Aprilia e Latina Scalo, fino a Lariano in provincia di Roma. 

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile, coordinati dal vicequestore Antonio Galante, il falsario del gruppo è un commercialista di Latina finito oggi ai domiciliari. 

I NUMERI DELL’INDAGINE - Al termine delle indagini, gli investigatori al comando di Antonio Galante, hanno potuto accertare oltre 10 episodi di immigrazione clandestina - all’incirca 5 o 6 per ognuno dei due gruppi - e quattro matrimoni contratti, tanti quanti sono le donne italiane coinvolte.

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