Agguato sul lungomare, Gaetano Marino ucciso perché “inaffidabile”

Si intensificano le indagini sull'omicidio di Terracina: la scusa per far fuori il boss sarebbe stata un "ammanco di cassa". Gli inquirenti lavorano su tabulati telefonici e testimonianze

Il pretesto per dare il via libera alla sentenza di morte nei confronti di Gaetano Marino sarebbe arrivato da un ammanco nelle casse del clan legato alla gestione dello spaccio. Per questo i vertici della cosca Vannella-Grassi avrebbero deciso la spedizione punitiva e mortale sul lungomare di Terracina per far fuori il boss ritenuto “inaffidabile”. È questo il quadro emerso nel corso dello sviluppo delle indagini che continuano ad essere portate avanti da più procure (Latina e Napoli) e dalla direzione distrettuale antimafia.

Il nuovo scenario viene fuori dopo le rivelazioni offerte da Gianluca Giugliano, detto "O' Piccione", il pregiudicato che nei giorni scorsi si è fatto arrestare a Secondigliano per non fare la stessa fine del boss di Scampia. Se tale ricostruzione fosse veritiera sarebbe quindi da scartare l'ipotesi che ad armare i killer siano stati gli appartenenti al sodalizio criminale formato dalle famiglie Abete-Abbinante-Aprea-Notturno, che avrebbero potuto voler far fuori “Moncherino” per aver tradito il gruppo storico degli scissionisti.

Gli inquirenti si trovano comunque davanti un puzzle complicato da ricostruire. La situazione della lotta tra le cosche camorristiche che gestiscono le piazze di spaccio pare in rapida e purtroppo sanguinolenta evoluzione. Tanto da temere nuovi regolamenti di conti.

Intanto a Latina gli investigatori lavorano per arrivare a identificare e catturare gli esecutori materiali dell'agguato di giovedì scorso sul lungomare di Terracina. Si mettono assieme le testimonianze dei bagnanti che hanno visto il commando fuggire e si valutano quali basi logistiche i killer possano aver utilizzato per nascondersi nel territorio pontino prima di ritornare in Campania. Sotto la lente d'ingrandimento della Procura anche le ultime telefonate ricevute dal boss Marino, andato incontro a una vera e propria trappola.

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