Cronaca

Aggressione all'operatrice del centro diurno, il 26enne nega la tentata violenza sessuale

Il ragazzo al gip: "Ero ubriaco ma non volevo violentarla". Il giudice ha deciso di lasciarlo in carcere

Si è difeso e ha negato di voler violentare l’operatrice del centro diurno per l’emergenza freddo di via Vittorio Veneto a Latina. Larbi Chafi, 26enne di origine marocchina, è stato ascoltato questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario che a conclusione dell’interrogatorio ha convalidato il fermo e confermato la custodia cautelare in carcere.

Il giovane straniero era stato arrestato martedì nei pressi della struttura di accoglienza con l'accusa di violenza sessuale dopo avere aggredito una volontaria che non voleva farlo entrare perché non indossava la mascherina. Lui avrebbe reagito abbassandosi i pantaloni e dirigendosi verso la donna che però è riuscita a nascondersi all’interno della struttura. Lui però l’avrebbe raggiunta e avrebbe cercato di violentarla, cosa che non gli è riuscita per l’arrivo di alcuni ospiti del centro che lo hanno bloccato.

Chafi, assistito dall’avvocato Moreno Gullì, ha detto al gip che quel giorno era ubriaco e che ha reagito perché non volevano farlo entrare ma ha spiegato di non avere cercato di violentare l’operatrice. Ma il giudice ha deciso che resta in carcere.

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