Omicidio di via Palermo, i testimoni raccontano l'uccisione del ladro

Il processo in Corte d'Assise all'avvocato Francesco Palumbo che non era presente in aula. Parlano poliziotti e vicini di casa

Primi testimoni per ricostruire quanto accaduto quel pomeriggio del 15 ottobre 2017 in via Palermo nel processo all’avvocato di Latina Francesco Palumbo, chiamato a rispondere dell’omicidio di Domenico Bardi che stava rubando a casa dei genitori e del tentato omicidio del suo complice, colpito da un colpo di pistola mentre fuggiva.

Davanti alla Corte di Assise di Latina presieduta da Francesco Valentini e in assenza dell’imputato - assistito dagli avvocati Leone Zeppieri e Tommaso Pietrocarlo -  sono stati ascoltati i primi testimoni citati dal pubblico ministero Simona Gentile che ha condotto le indagini. In aula ha parlato uno dei poliziotti intervenuti sul posto il quale ha raccontato di essere arrivato nel giardino condominiale dove Palumbo gli ha consegnato la pistola con la quale aveva ucciso Bardi e due caricatori che aveva portato con sé. Poi è stata la volta di alcuni vicini di casa del padre dell’imputato: una donna che ha detto di non essersi accorta di nulla e di non avere neppure sentito i colpi di arma da fuoco mentre un’altra ha ricordato di avere visto una persona che sparava. Poi è stata la volta del giardiniere il quale ha riferito di avere visto Palumbo, dopo l’uccisione del ladro, mentre parlava al telefono con il suo avvocato.

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L’udienza è stata aggiornata al 27 novembre prossimo quando sarà ascoltato il medico legale. Nel processo non ci sono parti civili: le famiglie di Domenico Bardi e Salvatore Quindici hanno infatti rinunciato a costituirsi avendo accettato un risarcimento danni dell’imputato.  

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