Cronaca

Iniezione sospetta al padre, la Procura chiede l'archiviazione per la dottoressa

La donna, indagata per omicidio volontario aggravato, era stata sorpresa con una siringa vicino al padre ricoverato al Goretti

La Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione nei confronti della dottoressa accusata di omicidio volontario aggravato per avere praticato al padre, ricoverato presso l’ospedale Goretti di Latina in gravissime condizioni, un’iniezione letale.

La professionista 39enne, impiegata presso una struttura sanitaria di Aprilia e autorizzata ad assistere il genitore malato terminale presso il nosocomio pontino, il 19 giugno era stata scoperta da un’infermiera con in mano una siringa, poi poco dopo il padre era deceduto.

 La donna, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Di Domenico e Angelo Palmieri, ha sempre sostenuto anche in sede di interrogatorio di avere fatto al padre un’iniezione per alleviare il fortissimo dolore e dalla perizia presentata dalla difesa emergerebbe che la dottoressa avrebbe iniettato al padre del Buscopan.

Ora il pubblico ministero titolare dell’inchiesta Simona Gentile ha chiesto l’archiviazione del caso, richiesta sulla quale dovrà pronunciarsi il gip.

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