Cronaca

Mafie, la battaglia parte dagli studenti. Incontro all’istituto Agrario

Si è aperto nella mattinata di ieri il ciclo di incontri con gli studenti degli istituti superiori della polizia di Stato per affrontare con i ragazzi la tematica delle mafie ed in particolare della camorra

La battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata parte dai ragazzi. E' stato aperto ieri all’istituto Agrario il ciclo di incontri con gli studenti degli istituti superiori tenuto da operatori della Polizia di Stato e da rappresentanti del mondo dell’associazionismo, relativamente alle tematiche delle mafie, in particolare della camorra.

La conferenza, moderata dalla giornalista Rita Cammarone, ha visto susseguirsi gli interventi del Questore di Latina Giuseppe De Matteis, del Dirigente del Commissariato di P.S. Scampia 1° Dirigente della Polizia di Stato Cristiano Tatarelli, del Presidente dell’associazione Resistenza Anticamorra di Scampia Ciro Corona, del Presidente della Sezione di Latina di Libera Fabrizio Marras, dell’Isp.Sup. della Polizia di Stato Tommaso Malandruccolo, realizzatore da anni degli incontri sulla legalità nelle scuole.

Di fronte ad una folta platea di giovani il questore De Matteis ha illustrato le varie modalità con le quali le organizzazioni di stampo mafioso si infiltrano in un territorio, fornendo le indicazioni per rilevare gli indicatori di rischio e di presenza del fenomeno, sottolineando l’importanza del ruolo e della partecipazione attiva del cittadino alle sorti della propria terra.

Importante in questo senso anche la testimonianza del dottor Tatarelli, già dirigente della Squadra Mobile di Latina ai tempi della guerra criminale che insanguinò la provincia all’inizio del 2010, il quale ha raccontato la sua esperienza in un posto di frontiera come quello di Scampia. Così come quella di Ciro Corona, nato e residente proprio nel quartiere di Scampia, che ha tenuto con il fiato sospeso la giovane platea narrando le vicende che lo hanno portato in un territorio così difficile ad avere il coraggio di scegliere la strada della legalità e dell’impegno sociale, che lo vede in prima linea in attività di recupero di giovani a rischio e nella gestione di terreni agricoli confiscati alla camorra. Particolarmente toccante è stato il suo commento a seguito della proiezione di un cortometraggio dedicato a Gelsomina Verde, giovane vittima innocente di camorra torturata e uccisa nel 2004 nella faida tra bande rivali.

A seguire la testimonianza di Fabrizio Marras, che ha rappresentato l’attività di Libera, l’Associazione contro le mafie di Don Luigi Ciotti, con particolare riguardo al valore sociale che rappresenta la gestione dei beni confiscati alla malavita, quale riscatto di una comunità che sa reinvestire le risorse sottratte illegalmente al territorio.

Ha chiuso l’Isp.Sup. Tommaso Malandruccolo, che ha illustrato un parallelismo fra i fenomeni di bullismo e di criminalità organizzata, ovvero la metamorfosi da uno all’altro fenomeno quali passaggi possibili che possono condurre alla stabilizzazione di una pseudo mafia autoctona, più complessa nella individuazione, perché appunto endogena al sistema.

Grande interesse è stato manifestato dai ragazzi che hanno partecipato all’incontro di ieri, i quali hanno potuto rivolgere domande ai relatori confrontandosi con loro su un tema tanto delicato come quello delle mafie.

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