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“Don’t Touch”, la caratura criminale del gruppo e l’importanza delle prime denunce

Questore De Matteis: “Elevato il livello criminale di questo gruppo”.“Una banda molto pericolosa” la definisce il procuratore aggiunto D’Elia che sottolinea l’importanza delle denunce dei cittadini. Spunta intanto Pasquale Maietta tra gli indagati

Sono passate poco più di 24 ore dall’operazione “Don’t Touch” da quel terremoto che ha sconvolto il capoluogo pontino con le 24 persone finite in manette, tra nomi noti e meno noti, al termine di una meticolosa quanto complessa indagini condotta dalla Squadra Mobile con la collaborazione dello Sco.

Un’operazione che ha sollevato il velo sotto il quale si nascondeva la mano criminale di Cha Cha, Gianluca Tuma e compagni; un’indagine, durata poco più di un anno, che ha disvelato la vera natura di questa mano criminale, quella che forse era sotto gli occhi di tutti ma che non tutti hanno voluto vedere.

Estorsioni, usura, furti, spaccio di droga, grande disponibilità di armi e minacce quasi a voler dimostrare, anche con una certa sfrontatezza, la loro forza : questi solo alcuni elementi che connotano il gruppo che si avvaleva anche della collaborazione di due carabinieri di Aprilia e di un poliziotto che avrebbero informato le persone indagate sull’andamento delle indagini.

LA VERA NATURA CRIMINALE DEL GRUPPO - “Girando per Latina si sa che questo gruppo criminale opera da anni, non certo indisturbato anche per il lavoro fatto da tutte le forze di polizia, ma forse c’è un piccolo errore di sottovalutazione della reale situazione: la forte vicinanza dei soggetti anche con persone che hanno contatti con le istituzioni ci rivela che il livello criminale di questo gruppo è molto elevato”: sono le parole del questore Giuseppe De Matteis pronunciate durante la conferenza stampa di ieri che in qualche modo  spiegano quanto accaduto in questi anni a Latina.

Parole che si ricollegano a quelle del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia che ha definito questa “una banda criminale molto pericolosa” e che ha spiegato la vera importanza di quest’indagine: “Si tratta di persone - spiega facendo riferimento sopratutto ad alcuni di quelli finiti in manette - che più volte sono state arrestate o indagate alla spicciolata, ma per la prima volta è stato evidenziato fra loro un collegamento, la formazione di una vera e propria associazione”.

L’IMPORTANZA DELLE DENUNCE - Un’associazione, un’organizzazione che agiva molte volte nel silenzio, che spesso preferiva non fare rumore, ma era visibile. Ed ecco anche le prime ed importanti denunce, come ha sottolineato il procuratore aggiunto. “Ci sono state delle denunce, denunce che hanno avuto il loro peso, non solo processualmente, ma anche come senso di maggiore forza di volontà del cittadino di ribellarsi a questa situazione che è un po' sotto gli occhi di tutti” ha raccontato Nunzia D'Elia rivolgendo ancora una volta l’appello ai cittadini a collaborare.

LE INTIMIDAZIONI ALLA STAMPA - E sono a volte anche i singoli ed isolati episodi che possono spiegare la forza e il desiderio di controllo del gruppo, come i tentativi di “condizionare - spiega ancora la D’Elia - la libertà di stampa e la libertà di espressione”. Il riferimento è ad un episodio che ha visto protagonista il capo servizio della redazione de Il Messaggero, Vittorio Buongiorno, minacciato da Tuma e riportato questa mattina sulle pagine dello stesso quotidiano. “Si tratta di reati in sé non gravissimi come tipologia di reato, ma che diventano gravissimi se collegati al fatto che tendevano a limitare la libertà di espressione delle persone che sono invece addette a formare l’opinione pubblica”.

MAIETTA INDAGATO - Tra i nomi 13 indagati nell’ambito dell’indagine che ha portato all’operazione “Don’T Touch” di ieri ci sarebbe anche quello del parlamentare di Fratelli d’Italia, ex assessore e presidente del Latina Calcio, Pasquale Maietta. La notizia era stata in anteprima ieri dal sito de Il Fatto Quotidiano e Latina Oggi e questa mattina riportata dai quotidiani pontini; l’accusa per Maietta è di violenza privata in concorso con Costantino Di Silvio: in sostanza il parlamentare di FdI avrebbe chiesto a “Cha Cha” di aiutarlo a risolvere una questione nata con un post su Facebook pubblicato da Matteo Palumbo nel giorno della manifestazione dopo le minacce al giudice Aielli, in cui si parlava di “un politico visto in giro con un pregiudicato” invece che impeganto ad esprimere solidarietà al magistrato. 

IN PREFETTURA - Questa mattina il questore di Latina Giseppe De Matteis e il dirigente della Squadra Mobile, Tommaso Niglio, sono stati ricevuti dal prefetto Pierluigi Faloni che ha voluto personalmente fare loro  i propri complimenti per la brillante operazione di ieri.

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

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