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Cronaca Centro / Piazza del Popolo

“L’Italia si ferma”, presidio a Latina: “Ci stanno togliendo il futuro”

Due i presidi organizzati nel capoluogo pontino, in piazza del Popolo e a Borgo Piave. "Chiediamo che questi governatori vadano a casa, stanno schiacciando la nostra economia e cancellando il nostro futuro"

Sono partiti alla mezzanotte di ieri sera e piano piano durante la mattinata di oggi hanno visto crescere le adesioni. Due i presidi organizzati nel capoluogo pontino nell’ambito della manifestazione a livello nazionale che ha preso il via nella giornata di oggi contro l’attuale classe politica.

In piazza categorie diverse, lavoratori, dagli agricoltori e autotrasportatori ai commercianti, disoccupati e studenti, in protesta contro la crisi che sta attanagliando il Paese, tutti uniti da un unico obiettivo, ridare dignità all’Italia e agli italiani, “schiacciati da un governo che sta annientando l’economia e cancellando il loro futuro”.

In piazza del Popolo uno stand allestito nella notte e un trattore che simboleggia la protesta, poi i volantini e striscioni, con la scritta “9-12-2013 L’Italia si ferma”, che spiegano i motivi della mobilitazione. “Questa è una manifestazione trasversale – spiega uno degli organizzatori Antonio Bottoni -; con questi presidi non vogliamo rappresentare una sola categoria di persone ma tutto il popolo italiano. Chiediamo di essere ascoltati e chiediamo che i nostri governatori ora vadano a casa.

Il Governo deve dimettersi o non ci fermeremo, la protesta andrà avanti fino a quando non otterremo dei risultati, e se non dovessero arrivare siamo anche disposti ad andare a manifestare a Roma. Ci diamo qualche giorno di tempo per capire come muoverci; l’idea è quella di mantenere in piedi i presidi almeno fino a mercoledì o giovedì poi decideremo”.

Sono anni che sono disoccupato – ci spiega uno dei manifestanti -. Ho 30 anni e non ho un lavoro, sono culturalmente arrabbiato con la politica e tutti i politici che ci hanno portato a queste condizioni”. A fargli eco uno studente che rassegnato lamenta “la mancanza di un futuro certo per i giovani”.

Due i punti che gli organizzatori tengono a precisare, così come aveva fatto anche il coordinatore nazionale della manifestazione alla vigilia, Danilo Calvani: non ci saranno blocchi stradali, “ma ciò che si fermerà sarà l’Italia e i suoi cittadini – spiegano -. Un altro dei nostri punti fermi poi  è la non violenza; le nostre manifestazioni saranno pacifiche e saranno portate avanti nel rispetto delle regole e della legge. Qualora dovessimo trovarci davanti a situazioni particolari che dovessero sfociare nella violenza saremo noi stessi ad allertare la polizia e a consegnare gli “infiltrati” alle forze dell’ordine".

Un piccolo accenno alla forse inaspettata risposta che non rispecchia le aspettative della vigilia: “forse la partecipazione e l’adesione fino a questo momento non sono state altissime. Ma noi resteremo qui questa notte e anche nei prossimi giorni, pronti ad accogliere chi vuole unirsi a noi”.

L’altro presidio nel capoluogo pontino è stato allestito a Brogo Piave all'ingresso della Pontina, dove nella giornata di oggi è stato registrato qualche piccolo disagio. “Anche il presidio alle porte di Latina sta vedendo crescere le sue adesioni – spiega Giovanni Delle Cave – e rimarremo lì fino a quando non otterremo le risposte che stiamo aspettando. Mi preme precisare una cosa rispondendo a quanto hanno detto che queste manifestazioni sono organizzate da ‘mafiosi’: io sono uno dei promotori e non mi ritengo assolutamente un mafioso, sono un cittadino stanco di questa situazione, sono un uomo, un padre e combatto per i diritti e per un futuro degno per me e i miei figli”.

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