Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Rapporto Ecomafie 2016, il Lazio quinto per reati ambientali. Latina 11esima in Italia

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto di Legambiebte: nel Lazio nel 2015 registrate 2.431 infrazioni accertate, 6,6 al giorno e record nazionale di arresti. Quella pontina la 11esima provincia in Italia, la quinta per infrazioni nel ciclo del cemento

Il Lazio la 5° regione per reati ambientali, con 2.431 infrazioni accertate e record nazionale di arresti; Latina all’11esimo posto nella classifica tra le provincie italiane. 

Sono alcuni dei dati emersi dall'edizione 2016 del Rapporto Ecomafie - con dati forniti dalle forze dell'ordine, riferiti all'anno 2015 -, il tradizionale rapporto di Legambiente presentato ieri in senato. 

"Nel Lazio aumentano i reati ambientali e resta forte la presenza delle Ecomafie, bisogna dare gambe alle politiche della legalità, si riparta con l'osservatorio Ambiente e Legalità” commentano dal Legambiente- 

Nella lotta alle ecomafie e agli ecoreati, nel 2015 sono state 2.431 nel Lazio le infrazioni ambientali accertate, con una media di 6,6 al giorno, 2.090 le denunce 29 gli arresti (record nazionale) e 520 i sequestri. “Se nazionalmente lo storico rapporto del cigno verde, racconta in questa edizione una lieve e positiva flessione del numero dei reati complessivo, frutto anche dell'entrata in vigore nel codice penale della Legge sugli Ecoreati, nel Lazio c'è una controtendenza netta e negativa, aumentando tali reati da 2.255 nel 2014 a 2.431 nel 2015; la regione rimane quindi saldamente al 5° posto e tra quelle col maggior numero di Ecoreati proprio dopo le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa”. 

Peggiora nella graduatoria tra province l'Area Metropolitana di Roma che sale dal 4° (2014) al 3° assoluto con 1.161 infrazioni accertate, al 11° posto la provincia di Latina con 602.

"Nel Lazio aumentano i reati ambientali e la presenza ecomafiosa, in maniera preoccupante e in controtendenza rispetto ai dati nazionali - dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -; se infatti l'introduzione nel codice penale dei delitti ambientali, sembra aver prodotto un primo effetto, con la diminuzione nazionalmente degli ecoreati e l'aumento degli arresti, ciò non vale per la nostra regione che si consolida per il quinto anno consecutivo al 5° posto per reati ambientali e vede aumentare nettamente il numero di infrazioni accertate. 

Alla Regione chiediamo di restituire ai cittadini senza più ulteriori proroghe, l'Osservatorio Ambiente e Legalità, quale strumento di denuncia e supporto a tutti nella lotta alle illegalità; comuni ed enti locali mettano in campo, tutte le risorse possibili perché anche nel Lazio avvenga l'inversione di tendenza positiva che abbiamo visto nazionalmente".

Principale protagonista nel Lazio è quindi il ciclo dei rifiuti dove “evidentemente le logiche ecomafiose trovano sempre più spazi”; il Lazio è la 3° regione con 465 infrazioni accertate in tale ambito che quasi raddoppiano rispetto al 2014 quando erano "appena" 255, 461 denunce, 169 sequestri e 25 arresti che ne fanno la regione in assoluto con più arresti nell'ambito dei dei rifiuti rispetto al resto d'Italia; in particolare la provincia di Roma è addirittura 2° nella graduatoria tra provincie con 228 infrazioni.

Anche nel ciclo del cemento la situazione è in netto peggioramento ed il Lazio diventa la 3° regione per numero di infrazioni accertate (era 4° nel 2015) con ben 514 infrazioni, 577 denunce, 163 sequestri; Latina 5° provincia assoluta con 175 infrazioni, Roma 8° con 155.

Dal Rapporto Ecomafia emergono anche dati sulla corruzione in ambito ambientale negli anni 2010-2016 che vedono il Lazio al 3° posto con 38 inchieste, 308 arresti, 316 denuncie, 24 sequesti, mentre scende al 2° posto nella classifica annuale delle Archeomafie con 71 furti di opere d'arte

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