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Beni confiscati alla criminalità organizzata: verifiche a tappeto sulle occupazioni abusive

Le ispezioni della polizia locale e dei carabinieri hanno riguardato in particolare appartamenti e un magazzino nella zona di Bella Farnia, a Sabaudia, dove sono state trovate quattro famiglie

Verifiche sull'occupazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, a Sabaudia, da parte del comando di polizia locale e dei carabinieri su input della Prefettura di Latina. L'operazione, scattata ieri, 23 febbraio, segue le indicazioni dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e riguarda in particolare gli immobili acquisiti al patrimonio comunale nella zona di Bella Farnia.

L’intervento è relativo ad un locale adibito a magazzino e quattro appartamenti nei quali sono state trovate quattro famiglie, per un totale di 11 adulti e 4 minori, tutti sottoposti ad identificazione. Tra loro tre cittadini di nazionalità indiana che sono stati segnalati all’Ufficio immigrazione perché irregolari sul territorio. Gli agenti di polizia locale hanno comunicato al responsabile dell’ufficio Servizi Sociali la condizione di disagio in cui versano gli occupanti degli immobili al fine di analizzare la loro situazione e trovare una opportuna soluzione di sostegno abitativo.

L’operazione si affianca alle attività di controllo del territorio che la polizia locale, guidata dal comandante Leonardo Rognoni, ha avviato al fine di monitorare la situazione in ordine alle occupazioni abusive degli immobili e delle aree comunali e fa seguito a quella avvenuta nelle settimane scorse presso l’ex centro sportivo denominato “Le Querce”, che ha portato alla denuncia di tre cittadini di nazionalità indiana sia per occupazione abusiva sia per il reato di incendio con danneggiamento. I tre uomini sono infatti ritenuti gli autori dell’incendio agli effetti personali del loro connazionale sotto il portico comunale, a ridosso dell’ingresso del Museo “Emilio Greco”, così come accertato anche a seguito delle loro dichiarazioni agli agenti della Questura. "Queste ultime indagini, chiuse ufficialmente nei giorni scorsi - spiega l'amministrazione comunale in una nota - hanno subito una svolta importante grazie soprattutto al sistema di videosorveglianza del centro cittadino che ha permesso di identificare gli autori del rogo e di arrivare, tramite altri indizi, fino all’ex centro sportivo di via Arezzo".

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