Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Morto un bracciante agricolo di 26 anni, Cgil: "Basta, le istituzioni prendano posizione"

Ieri, 7 settembre, la tragedia in un'azienda agricola di San Felice Circeo. La denuncia del sindacato: "E' il momento di agire contro le condizioni di insicurezza in cui sono costretti i lavoratori agricoli"

"Basta. E' il momento di agire contro le condizioni di insicurezza in cui sono costretti a operare migliaia di lavoratori agricoli". Così il segretario Cgil di Roma e Lazio Roberto Iovino e il segretario generale della Flai Cgil Giuseppe Cappucci intervengono sull'ennesima tragedia che ha coinvolto un bracciante agricolo straniero che lavorava nelle campagne pontine. L'incidente sul lavoro costato la vita costato la vita a un cittadino indiano di 26 anni si è verificato ieri, 7 settembre, in un'azienda di San Felice Circeo

“Nei scorsi giorni, dopo un incidente analogo fortunatamente non mortale - spiegano i due sindacalisti - abbiamo sollecitato l’intervento degli organismi ispettivi per attivare una task force che parta dalle campagne pontine ma da estendere a tutte le aziende della nostra regione. Come testimoniano i recenti dati Inail, gli infortuni nel complesso sono calati (anche grazie al lockdown) ma si registra un aumento degli infortuni mortali del 19%. Questo significa che esiste una giusta attenzione per le misure anti Covid-19, ma una grave sottovalutazione dei rischi ordinari che stanno portando ad aumentare considerevolmente gli infortuni mortali. Avevamo denunciato questo stato delle cose e qualcuno sul territorio pontino aveva parlato di macchinazioni giornalistiche. accusando chi rileva questa situazione, tra cui il sociologo Marco Omizzolo, di voler infangare il buon nome delle imprese del territorio. La verità è che a pagare sono i lavoratori che escono di casa e perdono la vita lavorando, una strage inaccettabile a cui e’ doveroso porre fine con tutti i mezzi a disposizione”.

“Ci chiediamo - continuano - come sia possibile, anche in questa circostanza, che il datore di lavoro non abbia chiamato l’ambulanza e gli organismi preposti per mettere in atto un soccorso fai da te. Una circostanza che speriamo sia chiarita quanto prima. Così come siamo sicuri che vadano chiariti altri episodi che in questi giorni hanno coinvolto il territorio del Lazio meridionale, come il caso di un altro lavoratore che due giorni fa è deceduto per un infarto e diversi altri infortuni che abbiamo registrato nel settore agricolo. Anche per questo nelle prossime ore decideremo quali iniziative intraprendere affinché ci sia una massiccia presa di posizione delle istituzioni e degli organismi ispettivi, per verificare fino in fondo che chi lavora lo faccia in sicurezza e per fare chiarezza su un escalation davvero preoccupante che stiamo registrando sul territorio”.

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