Sanità, il Lazio sempre più vicino all'uscita dal commissariamento

Centrati gli obiettivi contabili. Il consigliere pontino Simeone: "Ora però serve un cambio di passo sui servizi"

Ancora pochi giorni e il Lazio uscirà dal commissariamento della sanità. Lo ha annunciato, nel corso di un'audizione nella commissione regionale competente l'assessore Alessio D'Amato precisando quali saranno gli obiettivi per migliorare le prestazioni del servizio sanitario. "Le aree su cui bisognerà lavorare - ha detto - saranno l'assistenza territoriale, il potenziamento della rete territoriale e la cronicità, perché andiamo bene sul piano della prevenzione e sulla parte 'acuti', ma bisogna migliorare su cronicità e territorio. Ci aspetta un lavoro molto forte sulla parte dell'assistenza territoriale che ha a che fare con il governo delle liste d'attesa, la cronicità, l'assistenza domiciliare". 

Il rischio che il Lazio possa nel breve periodo trovarsi nuovamente a rischio commissariamento della sanità è "inverosimile" ha poi aggiunto l'assessore. Il bilancio consuntivo si è chiuso infatti con +24 milioni. "Bene l'uscita dal commissariamento della sanità - ha commentato il presidente della commissione regionale Sanità Giuseppe Simeone - ma adesso dobbiamo migliorare i servizi. Prendo atto delle parole dell'assessore D'Amato, emerse nel corso dell'audizione in commissione. Gli obiettivi contabili sono stati centrati, purtroppo però la percezione sulla qualità dei servizi da parte dell'opinione pubblica è negativa. Non si arriva alla sufficienza. Per poter passare dal '6 politico' a voti più alti occorre un deciso cambio di marcia". 

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"I cittadini del Lazio hanno bisogno di altro - aggiunge Simeone - Meritano risposte e soluzioni che passano per una visione completa dei servizi da erogare, per il reale potenziamento degli organici, per interventi strutturali in grado di aumentare la dotazione di posti letto dei Pronto soccorso e degli ospedali. Per non parlare delle lunghe liste d'attesa, che restano un problema cronico, ben lontano dall'essere superato. Occorre rimodulare la programmazione dell'assistenza sanitaria territoriale garantendo ai pazienti servizi efficaci ed efficienti, colmando le lacune accumulate in questi anni e potenziando le strutture territoriali che rappresentano, come nel caso dei Punti di primo intervento, la cerniera indispensabile tra l'ospedale e la gestione della emergenza". 

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