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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Terracina

Sfruttamento del lavoro a Terracina, così il "caporale" indiano puniva i braccianti

Domani l'interrogatorio del 36enne: oltre alle minacce sottraeva denaro dalla retribuzione mensile dei lavoratori

Sarà interrogato nella attivata de 25 ottobre, Balwant Singh Hansra, il 36enne di nazionalità indiana arrestato l’altra notte a Terracina con le accuse di sfruttamento del lavoro con l’aggravante delle minacce nonché di favoreggiamento personale e porto abusivo di arma da fuoco.

Ad ascoltarlo in carcere sarà  il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a carico di quello che viene considerato il "caporale" dell’imprenditore agricolo Alessandro Gargiulo, finito anche lui in carcere con le stesse imputazioni. Dall’ordinanza cautelare emergono nuovi particolari sul ruolo che Ans – questo il suo pseudonimo – svolgeva nell’azienda minacciando le decine di braccianti che aveva il compito di sorvegliare. Era lui a controllare il rispetto dell’orario di lavoro sulla base del quale i braccianti venivano retribuiti. La paga era di 4 euro l’ora senza tenere conto delle maggiorazioni in caso di orari festivi e notturni. Ma sono stati proprio i lavoratori a raccontare agli investigatori che dalla retribuzione venivano sottratti arbitrariamente dei soldi per la presunta mancata esecuzione del lavoro secondo quanto pattuito con riferimento all’orario.

Così ogni mese a ciascun lavoratore veniva sottratta una somma tra i 100 e i 200 euro.  E se qualcuno osava ribattere erano minacce, bastone alla mano oppure addirittura con il fucile a pompa utilizzato da Gargiulo per spaventare e intimidire. A conferma che l’arma – che Balwant ha aiutato a nascondere -  ha esploso davvero dei colpi c’è il ritrovamento di cinque bossoli rinvenuti dagli investigatori nel cortile dell’abitazione.

Secondo il gip a carico dell’indiano ci sono gravi indizi di colpevolezza così come a carico di Gargiulo per il quale questa mattina è stato discusso il ricorso presentato dall’avvocato Coronella al Tribunale del Riesame. Il legale ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza o in subordine una attenuazione della misura, richiesta sulla quale i giudici si sono riservati di decidere.  

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