Giovedì, 18 Luglio 2024
L'indagine della Finanza

Falsi incidenti per truffare le assicurazioni: due arresti e indagati anche a Latina

Al centro dell'indagine condotta dalla guardia di finanza c'è il titolare di una carrozzeria

Truffa e autoriciclaggio: con queste accuse due persone sono state arrestate dai finanzieri del comando provinciale di Roma in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali emessa dal gip del tribunale di Velletri nell’ambito di indagini su un giro di truffe ai danni di compagnie assicurative realizzate attraverso finti incidenti stradali. A indagare sono state le Fiamme Gialle della compagnia di Nettuno dopo querele presentate da diverse compagnie assicurative. L'attività investigativa ha permesso di documentare così la simulazione di 19 incidenti stradali, cinque dei quali liquidati per oltre 37mila euro, da parte del titolare di una carrozzeria di Nettuno.

Quest'ultimo, in concorso con altri collaboratori e in accordo con i proprietari dei veicoli, apriva pratiche di liquidazione allegando fotografie di vetture incidentate, a cui venivano però apposte le targhe di quelle che risultavano coinvolte nei falsi sinistri. I risarcimenti liquidati dalle assocurazioni, per un ammontare complessivo di 360mila euro, venivano convogliati sul conto corrente personale del principale indagato e poi riciclati e reinvestiti nella sottoscrizione di polizze assicurative e nell'acquisto di beni mobili e immobili. Grazie alla ricostruzione del sistema di truffa il gip ha disposto un arresto in carcere e uno ai domiciliari mentre a carico di una terza persona è scattato il divieto di dimora. Disposto anche il sequestro preventivo di due terreni, un vigneto, un appartamento e una barca, di proprietà del titolare della carrozzeria. Quest'ultimo, già colpito nel 2013 da una misura di prevenzione emessa dal Tribunale di Roma e diventata definitiva nel 2016, aveva omesso di comunicare al Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza l’acquisto di beni mobili e immobili.

Molti altri soggetti risultano però indagati nell'inchiesta, complessivamente 25 persone residenti a Roma, Anzio e Nettuno, Desenzano del Garda, Santa Caterina dello Ionio, ma anche in provincia di Latina, in particolare nel capoluogo, ad Aprilia, Cisterna, Sezze.

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