Estate 2020 e Coronavirus: lo spettacolo dal vivo e la cultura in terra pontina

Il punto sulla situazione dello spettacolo dal vivo e la cultura nella provincia di Latina in questa estate non COVID free

Foto tratta dalla pagina Facebook del Teatro Bertolt Brecht

Un blocco di mesi: questa epidemia di Coronavirus, che purtroppo anche se in maniera meno violenta ancora persiste, ha provocato per attività e imprese un blocco di mesi.

Pian piano le varie attività stanno riprendendo il loro percorso, tra tante difficoltà, con tante perdite: di denaro, di lavoro, di fiducia. Un po’ tutti i settori, qualcuno in modo più deciso e altri con meno impatto, sono stati colpiti. I settori che già faticavano prima, oggi però sono al collasso. L’ambito della cultura, così importante, è colpito duramente. Nonostante i primi aiuti, le riaperture, le piccole realtà ancora non riprendono in mano la loro attività a pieno regime.

Gli eventi culturali nella provincia pontina

Il Parco e la Commedia quest’anno, per la prima volta in dieci anni, non schiuderà il suo sipario sulle tante storie e i sui tanti desideri da raccontare. La rassegna asseconderà quell’isolamento che questa difficile attualità ci raccomanda, rimanendo in silenzio abbracciata dalla foresta, perché il silenzio non è vuoto che va riempito subito da succedanei. La condivisione, la socialità, lo sappiamo tutti, è un’altra cosa. Un post, una foto, una diretta non sostituiscono una stretta di mano, un abbraccio, l’esperienza di assistere a uno spettacolo, così come una rappresentazione on line non sostituisce il fare teatro insieme e il teatro de Il Parco e la Commedia rimane contaminazione, spazio aperto, libero, senza nessuna selezione all’ingresso”.

Così gli organizzatori de Il Parco e la Commedia, la storica rassegna di spettacolo e musica dal vivo che si tiene presso la cavea del Parco Nazionale del Circeo, hanno annunciato qualche settimana fa l’annullamento della X edizione. Come loro anche gli organizzatori del Sunset Jazz Festival, che univa splendida musica con i tramonti mozzafiato sulle spiagge di Sabaudia, anche lo Storico Carosello dei Rioni di Cori che richiamava turisti da tutta la provincia e oltre, la Sagra del Prosciutto che ha superato di gran lunga le 50 edizioni, la Festa della mietitura e molte altre rassegne tradizionali dell’estate pontina. Eventi gratuiti che rendono la cultura alla portata di tutti, che avvicinano e creano ponti tra le persone. Molti altri luoghi della cultura, come i piccoli teatri rimangono chiusi perché le norme anti COVID-19 non permettono una organizzazione e una fruizione serena degli spettacoli. La voglia di fare, di condividere, di regalare emozioni, spunti di riflessioni, storie è tanta. Le condizioni per farlo non delle più favorevoli. Le attività primarie sono state più o meno aiutate, la Cultura purtroppo non è mai una priorità, eppure anche in questo settore ci sono lavoratori, famiglie che ne dipendono.

Il disagio dei piccoli teatri

C’è stato un primo provvedimento, fortemente richiesto da FeditArt e da altre associazioni di categoria di artisti e lavoratori dello spettacolo, che il Ministro Franceschini ha definito “Queste misure di sostegno per i teatri privati - si sommano a quelle messe in campo sin dai primi giorni dell'emergenza sanitaria per sostenere l'intero settore dello Spettacolo dal Vivo che è uno dei settori più colpiti e che avrà tempi di ripresa più lenti”. Ma le associazioni di categoria, che tornano a interpellare il Ministro affermano “i teatri sotto i 300 posti come andranno avanti? Come sarà aiutata quella parte dei “dimenticati” che rappresentano, da sempre, anch’essi, la ricchezza culturale del nostro Paese, la ricerca, la sperimentazione, gli avamposti culturali che spesso sono l’unico punto di riferimento di territori nei quali il degrado si tocca con mano e l’isolamento, l’incultura, gli egoismi elevati a status la fanno da padrone? Questi teatri “non considerati” e cancellati con un decreto - che speriamo Lei voglia fermare - sono luoghi che rappresentano una grande opportunità di circolazione di idee e di occupazione. Questo è un decreto che rischia di avere una ricaduta esclusiva! Di fatto, oltre ad escludere tutti i teatri al di sotto dei 300 posti, al tempo stesso esclude tutti i restanti teatri Extra Fus con la clausola delle 1000 giornate lavorative e le 60 rappresentazioni. Si metta nei panni di chi amministra un teatro qualsiasi di provincia o altre piccole realtà locali che devono programmare 60 spettacoli, senza soldi pubblici e che devono pagare dipendenti per 1000 giornate lavorative. È impossibile!”.

Le prime soluzioni “fai da te”

Molti hanno cercato di creare un modo sicuro e alternativo per rimanere in contatto col proprio pubblico, per continuare a offrire spettacoli, contenuti, intrattenimento. Un esempio encomiabile e di altissima creatività è, per citarne uno, L’Apeteatro portata in lungo e in largo per il Comune di Minturno e Scauri dal Teatro Bertolt Brecht di Maurizio Strammati: spettacoli itineranti brevi e per un pubblico ristretto e distanziato. Altri esempi virtuosi sono l’apertura straordinaria di alcuni luoghi come sede di spettacolo dal vivo come quella del Parco Archeologico di Priverno e altre splendire location lungo la Via Francigena del Sud con la rassegna Radure, del Giardino di Ninfa e del Giardino del Palazzo Comunale di Latina. L’aumento di visite guidate nei luoghi della cultura, alla scoperta del nostro passato, di come comunica continuamente col nostro presente. Una testimonianza tangibile di come la provincia pontina sta reagendo trovando luoghi, risorse e occasioni per lo spettacolo dal vivo e per la condivisione ci contenuti e Cultura all’aperto, ad oggi forse il modo più sicuro per assistere a un concerto o a uno spettacolo teatrale.

C’è una determinazione a proseguire, nonostante tutto, non solo per i lavoratori del mondo dello spettacolo, ma per vedere riconosciuto il valore che la Cultura ha in un periodo così complesso, pieno di incertezze e di divisioni. Occorre che il pubblico, e le Istituzioni soprattutto, non abbandonino mai la convinzione che la Cultura ha benefici sull’Uomo non riscontrabili con cifre e nell’immediato, ma che è fondamentale come l’aria che respiriamo e per questo va aiutata e sostenuta.

Foto tratta dalla pagina Facebook del Teatro Bertolt Brecht

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