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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Primo Consiglio comunale a Latina, il sindaco Coletta: “Questo non è il momento dei personalismi”

Le parole del primo cittadino: “La politica deve mettere al centro il senso di responsabilità in funzione del Bene Comune”. La replica di Zaccheo: “Do la mia disponibilità”

Primo Consiglio comunale della seconda Amministrazione Coletta oggi a Latina. Davanti ai consiglieri eletti - subito dopo la convalida - e davanti ai cittadini che hanno potuto prendere parte alla seduta, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid 19, il sindaco Damiano Coletta dopo aver indossato la fascia tricolore ha prestato giuramento e tenuto il suo primo discorso in Aula.

Il primo cittadino ha fatto appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche che oggi siedono in  Aula - che ricordiamo è a maggioranza centrodestra - da cui non si può prescindere per il governo e per il bene della città, come ha più volte ribadito in queste settimane dopo il voto delle elezioni amministrative. “La politica - ha detto Coletta - deve mettere al centro il senso di responsabilità in funzione del Bene Comune, sapendo trovare sinergie intorno alla individuazione dei punti programmatici prioritari per siglare un ‘Patto per Latina’ che sappia dare risposte alle esigenze dei cittadini in questo particolare tempo della storia. Il sindaco deve essere il garante di questo equilibrio e mi rendo disponibile ad esercitare questo ruolo con grande senso di responsabilità. La città ha scelto. Ha scelto di essere guidata da me e nello stesso vuole andare oltre le divisioni ideologiche. Ci chiede di governare perché non possiamo permetterci di restare indietro in un tempo come questo. Questo non è il momento dei personalismi, dei muri alzati dagli steccati ideologici delle strumentalizzazioni che accentuano gli antagonismi politici. Dobbiamo essere tutti protagonisti attivi, a partire dai cittadini”.

Poi al termine del discorso del sindaco c'è stata la replica di Vincenzo Zaccheo, mentre nessuna comnuicazione è stata fatta dal primo cittadino in merito agli assessori e alla composizione della Giunta.

Raimondo Tiero eletto presidente del Consiglio comunale

Il discorso integrale del sindaco Coletta

"Care concittadine e cari concittadini, bentrovati. Saluto tutte le consigliere ed i consiglieri eletti, la segretaria generale dottoressa Rosa Iovinella, lo staff del consiglio comunale. Oggi inizia una stagione amministrativa particolarmente importante per la storia della nostra comunità e direi anche per la storia del nostro paese. Il risultato elettorale ha determinato le scelte che sappiamo, premiando una coalizione al primo turno e scegliendo me come sindaco alla guida della nostra città per il prossimo quinquennio. Fare il sindaco è forse il mestiere più difficile ma nello stesso tempo più bello del mondo. Fare il sindaco significa prendersi cura della comunità che si rappresenta. Significa essere di buon esempio nei modi e nei contenuti. Significa anche sbagliare, perché questo fa parte della fragilità umana, ma farlo sempre in buona fede e comunque nell’unico interesse possibile. Quello del Bene Comune.
È per me un grandissimo onore poter nuovamente indossare la fascia tricolore come sindaco della mia città e per questo intendo ringraziare tutta la città per la fiducia che mi viene riposta e che intendo ripagare con senso di responsabilità mettendo a disposizione di tutti, i valori che mi sono propri: impegno, dedizione, passione, onestà e integrità morale. Cui aggiungo l’esperienza e la competenza acquisite in occasione del precedente mandato amministrativo.
Permettetemi di cogliere questa occasione per salutare tutti coloro che si sono candidati nella recente campagna elettorale e quindi anche coloro che non stati eletti ma che comunque si sono messi in gioco per il bene della città. È stata una campagna elettorale dura, aspra ma ora quel tempo della contrapposizione competitiva è finito. Inizia il tempo della dialettica politica costruttiva e operativa per il bene della città.
Consentitemi di ringraziare anche tutti e tutte coloro che hanno fatto parte della precedente esperienza amministrativa : i consiglieri e le consigliere sia di maggioranza che di opposizione, che oggi non siedono più qui in aula e i membri della giunta. Desidero ringraziarli per il lavoro svolto nel precedente mandato e per il loro costruttivo contributo per il bene comune della città.
La scelta fatta dai cittadini è una scelta che va rispettata fino in fondo trasformando una possibile criticità in una grande opportunità.
Abbiamo tutti vissuto la durissima esperienza della pandemia. Esperienza che ha prodotto la più grave crisi sanitaria, economica e sociale dal dopoguerra. Una crisi che ha accentuato le disuguaglianze sociali perché da sempre le crisi, i disastri climatici colpiscono le fette di popolazioni più fragili. E una delle fondamenta di una società civile e democratica è quella di non lasciare nessuno indietro.
Papa Francesco di recente ha detto: Oggi la sfida è quella di aiutare i governanti e i cittadini ad affrontare le criticità come opportunità… La pandemia ha messo in crisi anche l’agire politico in sé stesso, la politica in quanto tale. Ma pure questo fatto può diventare un’opportunità, per promuovere una migliore politica, senza la quale non è possibile lo sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale. Una politica che si attui come architettura e artigianato della pace”.
Ed è questo il tempo della storia in cui la politica deve saper cogliere la grossa opportunità del rilancio del nostro Paese grazie alle risorse messe a disposizione dall’UE, grazie al PNRR. E’ il tempo della ricostruzione in cui tutti devono saper dare il proprio contributo per il proprio Paese. Come fecero i nostri padri costituenti. Perché il Paese siamo noi, padri, madri e figli. Il rilancio del Paese passa per le città perché è nelle città che si costruisce il senso di comunità. Le linee di indirizzo del Recovery Fund ci indicano coordinate ben precise: transizione ecologica, sviluppo sostenibile, innovazione digitale, cultura, ricerca, sanità, inclusione.
Latina in Europa. Latina è già su questa strada. È già dentro l’Europa, perché in Europa bisogna starci dentro convintamente per i valori che riesce ad esprimere soprattutto in un momento della storia come questo. Per questo vanno potenziati gli uffici comunali e, da parte della politica, vanno utilizzate risorse che abbiano competenza specifica.
Latina Universitaria. La ulteriore valorizzazione del Polo Universitario è un passaggio fondamentale per lo sviluppo della nostra città. Dobbiamo prendere l’impegno di aumentare le strutture sia didattiche che di ricezione continuando il percorso già intrapreso e valorizzando ulteriormente il nucleo di fondazione. Così come l’offerta formativa che andrebbe orientata sempre più in funzione della domanda occupazionale da parte del polo industriale del territorio. Latina è una città giovane ed ai giovani deve saper offrire strumenti, opportunità e speranza.
Latina Distretto della Salute. Il progetto presentato dal Comune di Latina unitamente alla Regione Lazio, alla Provincia di Latina, alla Camera di Commercio, ANCI, all’Università La Sapienza, Università Tor Vergata, Università San Raffaele, CNR, Parco Scientifico e Tecnologico, Unindustria, Consorzio Sviluppo Industriale,  attualmente è al vaglio del MISE. Consiste nella ulteriore valorizzazione del Polo Chimico farmaceutico unitamente ai progetti di formazione e ricerca dei Poli Universitari, dell’utilizzo della Telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e la costruzione del nuovo ospedale. Avrebbe un impatto economico importante sul nostro territorio.
Latina e le periferie. Le importanti risorse che arrivano dal PNRR nell’ambito degli interventi di riqualificazione dei quartieri Q4/Q5 con il progetto “A vele spiegate” e l’intervento di riqualificazione del Nicolosi, quartiere popolare storico.
Latina e la Marina. La Marina, grazie anche al progetto di riqualificazione di via Massaro, deve finalmente diventare una risorsa per la valorizzazione dell’offerta turistica del nostro territorio in virtù del turismo di prossimità che si è sviluppato negli ultimi 2 anni in conseguenza della pandemia. Anche attraverso la destagionalizzazione e la valutazione di una portualità che possa attivare un collegamento diretto con le isole pontine.
Il rilancio dell’urbanistica attraverso la rigenerazione urbana e la rivisitazione dei piani particolareggiati, la valorizzazione del decoro urbano, il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, il raggiungimento della raccolta differenziata sui valori del 70% attraverso il potenziamento di ABC, la riapertura del teatro, la Smart City, la valorizzazione del centro attraverso gli interventi di riqualificazione che riguardano l’ex Garage Ruspi, la Biblioteca Comunale, l’ex Mercato Annonario, il progetto Polo della Musica, l’acquisto dell’edificio della Banca d’Italia unitamente al definitivo miglioramento del collegamento infrastrutturale rappresentano ulteriori leve per il rilancio dell’economia del nostro territorio. Così come fondamentale appare l’ulteriore potenziamento della macchina amministrativa attraverso il reclutamento di risorse con attività concorsuale.
Rilancio e sviluppo che non possono prescindere dalla necessità di mettere al centro la persona, con le sue dinamiche di relazione, con i suoi diritti, fornendo strumenti di partecipazione attiva (i patti di collaborazione) e inclusiva affinché nessuno si senta escluso. Perché, citando Giorgio La Pira, in una città deve esserci un posto per tutti: un posto per studiare, un posto per pregare, un posto per curare. Una comunità coesa diventa libera e democratica attraverso la capacità di offrire pari opportunità senza lasciare nessuno indietro.
Le importanti risorse economiche del PNRR arrivano in un momento in cui la nostra comunità ha bisogno di prospettive, di speranza, di operatività e stabilità da parte della politica. Per questo oggi la politica deve mettere al centro il senso di responsabilità in funzione del Bene Comune, sapendo trovare sinergie intorno alla individuazione dei punti programmatici prioritari per siglare un “Patto per Latina” che sappia dare risposte alle esigenze dei cittadini in questo particolare tempo della storia. Il sindaco deve essere il garante di questo equilibrio e mi rendo disponibile ad esercitare questo ruolo con grande senso di responsabilità. La città ha scelto. Ha scelto di essere guidata da me e nello stesso vuole andare oltre le divisioni ideologiche. Ci chiede di governare perché non possiamo permetterci di restare indietro in un tempo come questo.
Questo non è il momento dei personalismi, dei muri alzati dagli steccati ideologici – oggi sono 32 anni dalla caduta del Muro di Berlino – delle strumentalizzazioni che accentuano gli antagonismi politici. Dobbiamo essere tutti protagonisti attivi, a partire dai cittadini.
Questo è il momento della rinascita, della speranza, della concordia anche attraverso la dialettica, della capacità di mostrare l’appartenenza alla nostra terra eliminando le differenze basate sui pregiudizi. Mettiamoci testa, gambe e soprattutto cuore. Perché questa è l’occasione per trasformare Latina in un laboratorio in cui tutte le forze politiche mettono a disposizione le migliori risorse per portare Latina verso il centenario, per rendere Latina città europea e simbolo della modernità. Ed esserne orgogliosi.
“È inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati”. (Italo Calvino – Le città invisibili). Buon Lavoro Latina
”.

La replica di Zaccheo

Al termine del discorso del sindaco Damiano Coletta dai banchi è intervenuto anche Vincenzo Zaccheo: "Non voglio infrangere questo momento idilliaco dell’insediamento del sindaco, ma sommessamente, siccome in aula ci sono stato per 40 anni, vorrei capire una cosa: mi sembra che il sindaco abbia messo a disposizione dell’Aula le linee programmatiche, perché ha citato alcuni elementi che aveva fornito anche a noi sul Patto di Latina. Mi auguro che questo non sia, rinviamo ad un altro Consiglio comunale il discorso sulle linee programmatiche. Di solito il sindaco fa un giuramento e non si addentra nelle linee programmatiche, e non sono contemplate nell’ordine del giorno di oggi, altrimenti deve essere consentito ad ognuno di noi di intervenire. Ma non vogliamo interrompere questo momento. Le posso dire sindaco - ha poi concluso Zaccheo - che le do la mia piena disponibilità di collaborazione per rintracciare le risorse che sono state perse, come anche la mia coalizione. Torno in quest’aula per dare il mio contributo. Per fare un matrimonio ci vogliono alcuni ingredienti come la tolleranza. C’è una possibilità di confrontarsi sui temi”. 

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