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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Erosione sulla costa pontina, l’affondo del centrodestra: “Emergenza dimenticata in Regione”

L’intervento di Fratelli d’Italia che punta il dito contro l’amministrazione regionale uscente, a cui fanno eco anche gli ex consiglieri comunali di Latina nel Cuore

In vista delle regionali di febbraio, e quando ancora la campagna elettorale è alle prime battute, torna d’attualità, con particolare riferimento proprio al territorio della provincia di Latina, il tema dell’erosione costiera. Ad alzare l’attenzione è Enrico Tiero, vice portavoce regionale di Fratelli d’Italia e in corsa proprio per un posto alla Pisana, insieme ai colleghi di partito Gianluca di Cocco, ex consigliere a Latina e Roberta Cuseo, responsabile Dipartimento Marina di Latina - FdI. 

"L’erosione costiera ha raggiunto, in molti tratti del litorale livelli di grave dissesto e, considerata la rapida evoluzione dei fenomeni di arretramento delle spiagge degli ultimi anni, le prospettive future sono molto preoccupanti. Relativamente al tema della protezione della costa occorre sottolineare purtroppo l’insufficienza di interventi strutturali da parte dell’amministrazione regionale uscente. La stagione estiva è ancora lontana, eppure ci troviamo di fronte ad una realtà mortificante per i territori, le popolazioni costiere, strutture ricettive e l’intero indotto turistico. Il litorale, la costa, sono un patrimonio, ma come tali necessitano di interventi, di manutenzione, di investimenti. L’allarme sullo stato di salute delle nostre coste, infatti - proseguono i tre possenti locali di Fratelli d’Italia -, si trascina da anni tra inadempienze e mancanza di interventi che stanno acuendo i già persistenti danni legati all’erosione, mettendo in ginocchio centinaia di imprese operanti sul litorale laziale. Imprese che, in particolare nella provincia di Latina, ogni anno devono fare i conti con gli effetti devastanti delle mareggiate e dell’erosione che continuano a sottrarre porzioni importanti di territorio, a distruggere le attività balneari e a mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini. Un problema che richiede non annunci o dichiarazioni di intenti, ma azioni mirate e programmate nel tempo, realizzate sulla base di dati certi, che partendo dalla risoluzione delle emergenze principali possa ampliarsi a ricomprendere lavori duraturi. A nostro parere bisogna recepire la voce di migliaia di imprese, soprattutto di piccole dimensioni, operanti sulla costa, da Minturno al Salto di Fondi, passando per Sabaudia, San Felice Circeo, fino a Latina, che rischiano di vedere andar in fumo l’unica fonte di reddito che dal mare e nel mare trova sostentamento. Le soluzioni-tampone non sono più sufficienti, comportando peraltro un forte dispendio di risorse economiche, ed ecco perché c’è bisogno semmai di un piano di lungo periodo per salvare il nostro mare attraverso interventi strutturali. Gli interventi di difesa, quindi, devono essere integrati in un piano che deve includere criteri di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, in quanto la conservazione dei litorali sabbiosi ben sviluppati e il contrasto all’erosione costiera rappresentano, in genere, una strategia di difesa e di riduzione del rischio di inondazione dei territori costieri. Il compito di un’amministrazione regionale è risolvere queste criticità una volta per tutte. Da parte nostra metteremo al centro della nostra azione politica la salvaguardia del territorio e delle sue ricchezze. Se vinceremo le elezioni regionali, già dal 14 febbraio lavoreremo per un piano straordinario contro l'erosione. Sarà nostro dovere morale e politico dare risposte a migliaia di famiglie che vivono solo grazie al mare”.

L’appello al prossimo governo regionale 

Sul tema sono intervenuta oggi anche Latina nel Cuore, per voce dei suoi ex consiglieri comunali Mario Faticoni, Dino Iavarone e Renzo Scalco. “Secondo alcuni studi, entro il 2050 essa farà sì che la nuova linea di costa corrisponda a quella dei laghi che guardano verso il mare (Fogliano, Caprolace, Lago di Paola, etc). Pertanto, appare chiaro come sia necessaria al più presto un’indagine approfondita sulla questione e, più in generale, uno studio scientifico relativo all’aspetto ambientale della Marina di Latina, elemento cardine che purtroppo non è mai stato nell’agenda politica dell’ultima amministrazione. Eppure, nel febbraio 2019 la Regione Lazio aveva stanziato 1.100.000 euro per il protocollo ‘Latina-Sabaudia’, il quale prevedeva interventi programmati da un tavolo tecnico – tra i quali la rimozione della sabbia nel porto canale di Rio Martino – e il cui coordinamento era affidato al Comune di Latina: tuttavia, l’incapacità, l’inesperienza e l’immobilismo della giunta Coletta ha causato il fallimento di quello che doveva essere un modello, rimasto fermo al palo e giustamente definito dall’assessore regionale Mauro Alessandri, ‘una Ferrari ferma in garage’. Il territorio costiero rappresenta un punto di riferimento per i cittadini e il turismo locale, nonché una risorsa economica per l’intera zona e non può essere abbandonato a sé stesso, scontando le ripercussioni dell’incapacità delle ultime amministrazioni. Inutili palliativi non sono più sufficienti: le coste pontine e laziali vanno messe in sicurezza una volta per tutte attraverso uno studio meteomarino scientifico e armonizzato, che coinvolga anche le migliori università del nostro Paese. Pertanto, il nostro appello va al futuro governatore della Regione Lazio, l’avvocato Francesco Rocca, affinché – in sinergia con il governo centrale e il Ministro per le Politiche del Mare, Nello Musumeci – lavori ad un Piano Regolatore Intercomunale, con interventi strutturali e studi scientifici che tutelino e diano nuova dignità alle nostre coste”.

Insabbiamento a Rio Martino  

Gli stessi tre ex consiglieri di Latina nel Cuore si sono espressi poi anche sul tema del’insabbiamento di Rio Martino e sulle enormi difficoltà vissute dai pescatori, che non possono “uscire in mare e, di conseguenza, lavorare e sostenere le famiglie, senza dimenticare il danno che subisce il commercio e lo sviluppo economico e turistico del territorio. Malgrado il nostro impegno alla Regione, nonché i numerosi solleciti del centrodestra – tanto in Consiglio Comunale quanto nelle Commissioni –, in oltre sei anni di amministrazione la giunta Coletta non è riuscita a risolvere questa annosa questione. Parliamo di un’intera zona impoverita da una politica miope, che ha peccato di programmazione e competenza e che negli ultimi anni non solo non ha saputo valorizzare il territorio, ma che ha creato una situazione drammatica legata ai pescatori e alle loro famiglie, impossibilitati a lavorare con l’indotto del turismo nautico e balneare”.
 

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