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Droga nel sud pontino, Vitagliano: "Non siamo stati a guardare, questa è la nostra risposta"

I risvolti dell'operazione dei carabinieri: "Non siamo rimasti a guardare, questa è la nostra risposta". La popolazione locale percepiva la "conquista" da parte dei clan campani

Quattro anni di indagine per scoprire una penetrazione di personaggi napoletani, vicini a clan di camorra, intenzionati a conquistare il sud pontino e a imporsi nel mercato della droga. "Soggetti determinati e pronti a tutto, anche ad usare violenza per imporsi rispetto ad altri gruppi criminali e per eludere le indagini". Così il comandante provinciale dei carabinieri di Latina, colonnello Gabriele Vitagliano, commenta l'operazione Touch&Go che oggi, 1° luglio, ha portato a smantellare un'organizzazione criminale che aveva messo radici tra Formia e Minturno assumendo il pieno controllo del mercato degli stupefacenti.

Operazione Touch & Go: i nomi dei 22 arrestati

"E' stata un'attività ivnestigativa complessa - spiega il colonnello Vitagliano - che ha richiesto del tempo per poter estirpare tutte le ramificazioni dell'organizzazione criminale. E' stato un lavoro difficile e silenzioso. Non dovevamo commettere errori. Ma alla fine la risposta è arrivata". Nel corso delle indagini, c'era una chiara percezione da parte della popolazione locale che qualcuno stesse tentando di controllare il territorio e al contempo si pensava che le forze dell'ordine fossero "rimaste a guardare". "Così non è stato - continua il colonnello Vitagliano - Non siamo rimasti fermi e questa è la nostra risposta. Purtroppo ci vuole tempo, ma poi i risultati arrivano". 

Ventidue arresti dei carabinieri - Il video

Nel corso delle indagini nessuno, anche tra quelli che avevano subito attentati, minacce e violenze, ha mai denunciato né collaborato con i carabinieri. Ma gli investigatori osservavano tutto. Hanno seguito i corrieri e ricostruito la rotta della droga che arrivava dalla Spagna, hanno sequestrati ingenti quantitativi di hashish, shaboo e cocaina, hanno effettuato servizi di osservazione e pedinamento e ascoltato centinaia di conversazioni in cui gli indagati si riferivano ai carichi di stupefacenti chiamandoli di volta in volta "magliette", "bottiglie", "finestre".  "Con le intimidazioni e la violenza - spiega il maggiore Pirrera, comandante della compagnia dei carabinieri di Formia - il gruppo era riuscito a imporsi nel sud pontino e a sostituirsi ad altre organizzazioni criminali, scalzandole". 

Un altro aspetto sottolineato dagli investigatori è quello relativo alla capacità imprenditoriale del gruppo, che riusciva sempre ad approvvigionarsi di stupefacente nonostante i numerosi sequestri di volta in volta operati dai carabinieri nel corso dell'attività di indagine. Così il mercato veniva costantemente inondato di droga, affidata ai pusher locali per essere smerciata. Un giro d'affari enormi. Basti pensare che 100 grammi di shaboo, finiti sotto sequestro nei mesi scorsi, avrebbero fruttato circa 40mila euro.

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