Giovedì, 18 Luglio 2024
L'operazione

Durante i controlli sequestrata maxi quantità di gasolio contraffatto pronto per la vendita

Le verifiche in due distributori in cui sono stati trovati 19mila litri di gasolio non a norma; altri 7mila litri di gasolio contaminato scoperti in una cisterna interrata di un impianto di distribuzione. Cinque persone segnalate

Maxi sequestro di gasolio contraffatto nella zona del sud pontino nell’ambito di un’operazione condotta dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina e dai funzionari dell’Agenzia Dogane Monopoli, appartenenti all’Ufficio Antifrode della Direzione Territoriale e al locale Ufficio delle Dogane di Gaeta.

La scoperta è stata fatta nei giorni scorsi durante una serie di più servizi volti al contrasto delle frodi nel settore delle accise e delle altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi; i controlli nello specifico hanno riguardato diversi impianti di distribuzione del sud-pontino e sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di gasolio non a norma e pronto per essere immesso in consumo.

In particolare, in due distributori della piana di Fondi, le fiamme gialle della locale Compagnia e il personale delle Dogane hanno trovato 19.000 litri di gasolio non a norma, in quanto contaminato con solventi, già stoccato nel serbatoio per la successiva vendita; tutto è stato quindi sequestrato per evitarne la commercializzazione. In un altro intervento congiunto hanno scoperto nella cisterna interrata di un impianto di distribuzione della zona di Santi Cosma e Damiano circa 7.000 litri di gasolio risultato contaminato.

Durante la vasta campagna di controlli sulla qualità dei carburanti, l’attenzione è stata incentrata sulle fenomenologie illecite più diffuse quali, ad esempio, la miscelazione abusiva di prodotti energetici, al fine di scongiurare la circolazione di carburante adulterato con solventi ovvero mescolato con oli vegetali esausti a danno di automobilisti e autotrasportatori ignari. Al termine dei controlli cinque persone, i gestori degli impianti di distribuzione, sono state segnalate a vario titolo alle competenti Procure di Latina e Cassino per i reati di frode nell’esercizio del commercio e detenzione ed utilizzo di prodotti ottenuti da fabbricazioni clandestine o da miscelazioni non autorizzate.

L’attività dei finanzieri e dei funzionari doganali 

Le fiamme gialle e i funzionari doganali, viene spiegato attraverso una nota congiunta, hanno proceduto “a un campionamento del gasolio per autotrazione stoccato presso tutti i target controllati mediante un prelievo speditivo dell’idrocarburo presente nel serbatoio volto ad accertarne il punto di infiammabilità: per garantire la tempestività del controllo ci si è avvalsi del supporto del Laboratorio Mobile Adm e del Laboratorio Chimico di Roma, le cui analisi hanno consentito di determinare immediatamente le specifiche fiscali e le caratteristiche merceologiche e ambientali del prodotto prelevato. Il punto di infiammabilità del gasolio, infatti, non deve essere inferiore a 55°C in modo da minimizzare il rischio della formazione di miscele infiammabili nei depositi di stoccaggio, oltre che per essere in linea con i regolamenti europei relativi al trasporto del prodotto nelle autobotti. La diminuzione di tale parametro, che nella prassi può avvenire per miscelazione con sostanze più infiammabili come solventi, carburanti avio o benzine, determina il mancato rispetto dei predetti requisiti di sicurezza con conseguente pericolosità per gli utilizzatori. A beneficio degli utenti si evidenzia che un prodotto di scarsa qualità, pur non generando da subito anomalie di funzionamento delle autovetture, produce, nell’uso prolungato, effetti negativi sugli ingranaggi dei motori e accresce le emissioni di gas di scarico oltre i normali limiti previsti dalle normative europee a tutela dell’ambiente e dei consumatori i quali acquistano in totale buona fede un prodotto energetico non idoneo e dannoso per gli automezzi”.

Per questo l’attenzione viene mantenuta sempre alta "sul fenomeno della miscelazione fraudolenta dei carburanti con particolare riferimento a un duplice versante: da un lato lo smaltimento ‘in nero’ di altre sostanze infiammabili o di liquidi di scarto di altre lavorazioni industriali, dall’altro l’illecito commercio di carburante per volumi e quantità maggiori rispetto a quelli effettivi, ma ovviamente a prezzo ‘pieno’".

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