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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Inchiesta sui concorsi della Asl, l'assessore del Lazio Alessio D'Amato ascoltato in procura

Massimo riserbo sulle indagini che continuano anche dopo gli arresti di Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito. L'assessore convocato come persona informata sui fatti

E' comparso in Procura a Latina nella mattinata di ieri, 3 giugno. L'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato è stato convocato dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto Valerio De Luca come persona informata sui fatti in merito all'inchiesta relativa ai concorsi indetti dalla Asl di Latina risultati truccati per la quale sono stati arrestati nelle scorse settimane due dipendenti dell'azienda sanitaria, Claudio Rainone, dirigente della Uoc Reclutamento, e Mario Graziano Esposito, funzionario della stessa unità operativa. Per i due indagati le accuse sono di falsità idelogica in atti pubblici e rivelazione di segreti d'ufficio, entrambi nella forma aggravata.

L'assessore regionale ieri è stato immortalato dalle telecamere di Lazio Tv ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni e sulla sua convocazione c'è al momento il massimo riserbo. Nella bufera è finito il concorso bandito lo scorso dicembre per la copertura di 70 posti con qualifica di assistente amministrativo e quello precedente, del mese di agosto, per 23 posti di collaboratore amministrativo. Le due procedure concorsuali, come emerso dalle carte delle due indagini condotte da guardia di finanza e polizia di stato, erano state caratterizzate dalla presenza di Rainone ed Esposito nelle rispettive commissioni esaminatrici, in qualità di presidente e segretario. Nel concorso da 23 posti in particolare è stato accertato attraverso le intercettazione che il dirigente contattò personalmente alcuni candidati per concordare le domande dell'esame orale, mentre in quello da 70 posti i due membri della commissione riuscirono ad avere prima i quiz della prova scritta. Un mese fa, prima che scattassero gli arresti, la direttrice generale della Asl Silvia Cavalli, in accordo con la direzione regionale Salute aveva disposto con una delibera la revoca del concorsone di dicembre proprio per alcuni sospetti ricaduti sui parenti di dipendenti che si erano presentati come candidati.

Il nome dell'assessore regionale non compare mai nelle carte dell'inchiesta ma è possibile che i magistrati di via Ezio vogliano indagare più a fondo sulle manovre politiche in provincia di Latina dietro alle presunte raccomandazioni al concorso.

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