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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca

‘Arpalo’: “Così abbiamo seguito le tracce delle società di Maietta dall’Italia alla Svizzera”

In tribunale l’allora capo della Squadra mobile Galante ricostruisce le fasi dell’indagine sul riciclaggio e la frode fiscale

Si è parlato ancora delle società italiane e svizzere riconducibili all’allora parlamentare di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta  nell’udienza del processo ‘Arpalo’ martedì pomeriggio in Tribunale. A ricostruire una parte delle indagini l’ex capo della squadra mobile di Latina Antonio Galante il quale, rispondendo alle domande del pubblico ministero Claudio De Lazzaro ha raccontato come, dal 2015 quando arrivò nel capoluogo pontino, si è sviluppata l’indagine sul riciclaggio di denaro che poi  ad aprile 2018 ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari nei confronti di Maietta, Paola Cavicchi , il Fabrizio Colletti, Salvatore Di Raimo, Fabio Allegretti, Giovanni Fanciulli,  Pietro Palombi,  Roberto Noce, Maz Spiess, Pierluigi Sperduti e Paola Neroni chiamati a rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, frode fiscale, riciclaggio, trasferimento di valori all’estero e bancarotta.

Il dirigente della polizia si è concentrato in particolare sulle vicende di una delle srl oggetto dell’indagine condotta dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza, vale a dire la Arcobaleno Italia che aveva la sua gemella nella svizzera Arcobaleno Holding Sa con interessi nel campo immobiliare. Poi ha spiegato come nel corso degli accertamenti si sia arrivati alla società Giatsy della famiglia Zampieri che si occupava soprattutto di attività di panificazione ma che ad un certo punto ha ceduto alcuni immobili proprio alla Arcobaleno.

Galante ha anche rimarcato i due momenti clou dell’indagine: il suicidio dell’avvocato Paolo Censi nel dicembre 2015 e il ritrovamento di documenti all’interno del suo studio e poi, a febbraio 2016, il primo viaggio in Svizzera degli investigatori per verificare la documentazione delle quattro società finite nell’inchiesta  e ottenere poi la rogatoria. Il processo è stato aggiornato al 18 gennaio 2022 per continuare con l’audizione dell’ex capo della Mobile.

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