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Cronaca

Coop Karibu, prima udienza tra proteste e costituzione di parti civili

Il processo ai familiari del deputato Soumahoro per evasione fiscale: in aula anche la Uiltucs e i commissari liquidatori delle società

Prima udienza preliminare questa mattina davanti al gup del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone del procedimento per la vicenda della coop Karibu e del Consorzio Aid per la quale la Procura di Latina ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone: Marie Therese Mukamitsindo e Liliane Murekatete, moglie e suocera del deputato Aboubakar Soumahoro; Michel Rukundo e Richard Mutangana, cognati del parlamentare oltre a Ghislaine Ada Ndongo e Christine Ndyanabo Koburangiyra, collaboratrici delle coop.

Un'inchiesta quella condotta dai pm Andrea D'Angeli e Giuseppe Miliano relativa ai fondi pubblici - complessivamente 62 milioni - destinati a progetti su accoglienza ed immigrazione. In realtà secondo gli investigatori gli indagati avevano organizzato "un meccanismo fraudolento di fatturazione di operazioni inesistenti per giustificare poi le uscite di denaro che Karibu aveva l’obbligo di rendicontare nell’ambito dei progetti Sprar e Cas”. Nell'udienza odierna uno dei legali, da poco nominato, ha chiesto un breve rinvio, richiesta accolta dal gup che ha fissato una nuova udienza per il 3 novembre. A quella data dovrà anche pronunciarsi sulle richieste di costituzione di parte civile depositate: quelle degli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Agresti per conto di circa trenta lavoratori e del sindacato Uiltucs; quella dei commissari liquidatori di Karibu, Francesco Cappello, e consorzio Aid, Jacopo Marzetti, nominati dal Ministero delle Imprese.

E nel frattempo davanti al Tribunale Uiltucs e lavoratori delle due società hanno manifestato con striscioni e bandiere per rivendicare stipendi e spettanze arretrate. "Vogliamo chiarezza e dignità e soprattutto le nostre spettanze economiche - sottolinea a loro nome il segretario della Uiltucs Gianfranco Cartisano - abbiamo elencato al megafono il lungo elenco dei fondi erogati a Karibu e Consorzio Aid: 62 milioni di fondi e denaro  pubblico, tutti erogati ed incassati  attraverso i progetti su accoglienza ed immigrazione. Ma in verità solo i lavoratori erano interessati e impegnati per la buona accoglienza e l'integrazione. La loro finalità invece era quella di distrarre denaro e non pagare gli stipendi. Questa brutta pagina - aggiunge - deve necessariamente dare risposte ai lavoratori e alle famiglie rimaste senza occupazione".

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