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Abbazia di Fossanova, l’incanto del “monumento nazionale” di Priverno

Dichiarata "monumento nazionale" nel 1834 è uno dei più antico esempio d'arte gotico-cistercense in Italia. Tutta da scoprire. Qui visse e morì San Tommaso D'Aquino nel 1274

E’ uno dei più antichi esempi d’arte gotico-cistercense in Italia e nel 1874 è stata dichiarata “monumento nazionale”: parliamo della splendida Abbazia di Fossanova che sorge a Priverno a circa cinque chilometri dal centro abitato.

Il complesso abbaziale nacque alla fine del XII secolo come rifacimento di un pre-esistente monastero benedettino; è costituito dal chiostro, fulcro dell'intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria, dalla Sala Capitolare con sovrastanti dormitori dei monaci, dal refettorio, dalla cucina e dai dormitori dei conversi. Completano l'insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l'infermeria.

Consacrata nel 1208, la chiesa, dedicata alla Vergine Maria e al martire Santo Stefano, riflette perfettamente la severità della regola cistercense di un’un’architettura solenne, di austera eleganza, spoglia e priva di ornamenti pittorici con gli unici elementi “sfarzosi” rappresentati dall’ampio e magnifico rosone e lo splendido mosaico della lunetta del portale. Collegato alla chiesa dalla “Porta dei coristi” è poi il chiostro, vero fulcro della vita comunitaria.

Gli edifici del complesso monumentale sono recintati così da apparire come un borgo, per altro arricchito dai resti di una villa romana del I secolo a.C., visibili proprio di fronte alla chiesa.

L’Abbazia di Fossanova è legata alla vicenda della morte di San Tommaso d’Aquino, avvenuta il 7 marzo 127;ancora oggi in chiesa se ne conserva la semplice tomba vuota: del complesso abbaziale oggi rimane intatta l'infermeria, con la stanza in cui visse, pregò e si spense il Santo.

Sono rimasti ancora il chiostro, in cui ritroviamo la stessa semplicità di forme della chiesa, la chiesa di Santa Maria, la sala capitolare con i dormitori dei monaci, il refettorio, la cucina e i dormitori dei conversi, e, infine, la casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria, dove in una cella al secondo piano, ora trasformata in cappella, morì san Tommaso.

Attualmente nell'abbazia abita, dal 1935, una comunità dei frati minori conventuali (francescani), che vende i propri prodotti, dagli alimentari ai vini e liquori; il borgo medievale all'esterno della basilica in estate ospita una rievocazione di arti e mestieri dell'epoca.

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