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Terremoto in Regione, la Polverini pensa di nuovo alle dimissioni

Le voci circa le sue presunte dimissioni circolano ormai da ore, ma fonti vicine alla governatrice del Lazio smentiscono l'ipotesi di un suo abbandono della presidenza

Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, sarebbe vicina alle dimissioni. La voce circola ormai da ora anche se fonti vicine all’ex sindacalista continuano a smentire l’ipotesi.

Anche quella di oggi è stata una giornata difficile per la governatrice del Lazio che, a due giorni dal Consiglio regionale straordinario da lei stessa convocato, è tornata di nuovo a minacciare di dimettersi.

"Ho chiesto un incontro al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri per capire quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto" aveva dichiarato questa mattina. Sul Consiglio aveva invece detto: "non hanno capito che bisogna fare, invece si procede in una lotta intestina. O questa storia finisce oggi, o finisce per tutti perché la faccio finire io, sono stanca". 

Nel pomeriggio, invece, è rimasta chiusa nel suo ufficio per ore a meditare su quanto sta accadendo. Sulla Regione Lazio, così, ancora una volta cala lo spettro delle dimissioni del suo presidente. Anche se, secondo quanto si apprende da esponenti pidiellini, il pressing per farle cambiare idea sarebbe tuttora in corso.

La presidente della Regione Lazio avrebbe avuto un colloquio con Silvio Berlusconi che in tutti i modi gli avrebbe chiesto di aspettare prima di prendere decisioni definitive.

UDC - “La presidente deve andare avanti, l’Udc è compatto al suo fianco”. Questa la dichiarazione in una nota congiunta del capogruppo Udc in Consiglio regionale Francesco Carducci, del vicepresidente della Giunta Luciano Ciocchetti e dell’assessore alle Politiche sociali e Famiglia Aldo Forte. 

“È irresponsabile – continua la nota Udc – il  gioco al massacro con cui il centrosinistra sta tentando di ribaltare il risultato elettorale. Se la magistratura deve andare avanti perché chi ha sbagliato deve pagare, ugualmente la Polverini deve continuare la sua azione perché un milione e mezzo di elettori ha creduto in lei. Andare alle urne in questo momento sarebbe una catastrofe che si aggiunge alla catastrofe. Bisogna dare un segnale forte, concretizzare i cambiamenti necessari. L’Udc sta con la Polverini e dice forte e chiaro che entro venerdì devono essere approvati i tagli che i cittadini ci chiedono, perché sono l’unico modo per ridare autorevolezza a un’istituzione ingiustamente infangata. Un segnale – conclude la nota Udc - che è già arrivato proprio dalla presidente e dalla giunta e che ora deve arrivare dal Consiglio”.  

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