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Il dellitto

Ucciso sulla spiaggia davanti ai bagnanti: in tre a processo per l’omicidio

Rinviato a giudizio Raul Esteban Calderon accusato del delitto Selavdi Shehaj assassinato il 20 settembre 2020 sul litorale di Torvajanica. A processo anche anche Enrico Bennato e Giuseppe Molisso

E’ stato rinviato a giudizio Raul Esteban Calderon l'argentino accusato dell'omicidio di Selavdi Shehaj, detto “Passerotto”, avvenuto sulla spiaggia di Torvaianica a Pomezia il 20 settembre 2020, come anche di quello di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, ucciso con un colpo di pistola alla testa un anno prima, il 7 agosto del 2019, nel parco degli Acquedotti a Roma. 

L’accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione abusiva di armi dopo l’inchiesta condotta dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, coordinati dai procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò. In relazione all'omicidio di Torvajanica, oltre all'argentino andranno a processo anche Enrico Bennato e Giuseppe Molisso. 

Il processo si terrà a Frosinone il 20 febbraio. Secondo l’atto di accusa dei pm, Enrico Bennato e Calderon "con premeditazione e agendo in concorso tra loro e con altra persona allo stato non identificata che fungeva da palo – si legge nel capo di imputazione - agendo travisati dall'uso di mascherine e caschi integrali al momento della fuga, si portavano in pieno giorno sul lungomare di Torvaianica frazione di Pomezia e all'altezza del chiosco denominato ‘Bora Bora’ e a distanza ravvicinata esplodevano due colpi di arma da fuoco con una pistola calibro 7,65 browning colpendo al collo Shehaj" ferendolo gravemente; l'uomo morirà qualche giorno dopo in ospedale. 

Per questo omicidio, aggravato dal metodo mafioso perché "maturato nell’ambito del contrasto tra associazioni criminali organizzate", Molisso è accusato di aver condiviso con Raul Calderon "la pianificazione di tempi e modi dell'omicidio e provvedeva al reperimento di un'arma da fuoco calibro 9 non utilizzata in occasione del delitto e del ciclomotore viceversa utilizzato, consegnati entrambi a Calderon, tramite Guido Cianfrocca e Luca De Rosa". Anche per questi ultimi la procura ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. Nel procedimento risultano come parti offese i familiari di Shehaj.
 

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