Rapporto Mafie nel Lazio: ecco la mappa della criminalità nella provincia pontina

Oltre 30 clan presenti sul territorio. Presentato il terzo Rapporto "Mafie nel Lazio" che analizza nel dettaglio la situazione anche in provincia

Un resoconto rigoroso e documentato delle principali inchieste giudiziarie sulle organizzazioni criminali nel Lazio, in grado di offrire un dettagliato quadro delle infiltrazioni nei territori e una mappa dei fenomeni mafiosi nelle province. E’ il terzo Rapporto “Mafie nel Lazio”, presentato dal presidente della Regione Nicola Zingaretti, dal prefetto di Roma Paola Basilone, da don Luigi Ciotti di Libera, da Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio regionale Sicurezza e Legalità.

“La presenza delle organizzazioni criminali di stampo mafoso nelle province di Latina e Frosinone – si legge nella pubblicazione - è stata portata all’evidenza dell’opinione pubblica, da sentenze e indagini, ben prima di quanto non sia avvenuto per quella della città di Roma. La consapevolezza dell’esistenza del fenomeno mafioso è oggi diffcilmente negata da parte dell’opinione pubblica”.

Numeri e dati (clan presenti, sequestri, arresti)

Trentaquattro clan, famiglie e gruppi criminali presenti nella sola provincia pontina, finiti nell'attività investigativa e giudiziaria da più di quattro anni. E' uno dei dati che emerge dal Rapporto nel bilancio complessivo relativo alla provincia pontina. Quasi 200 chili di droga sequestrati, 191 operazioni delle forze dell'ordine, 182 arresti. 

Ben confiscati

Per quanto riguarda invece le cifre dei beni confiscati, sul territorio pontino sono 393 quelli gestiti dall'Agenzia nazionale beni confiscati e sequestrati e 83 quelli già assegnati e destinati ad altre funzioni. Si tratta per lo più di abitazioni, appartamenti, ville, negozi, fabbricati, capannoni. Mentre per le aziende, qelle pontine sequestrate sono 43, cinque invece quelle già destinate.

Il Sud pontino

Si parte dunque da un’analisi del fenomeno nel sud pontino, in particolare tra i territori di Santi Cosma e Damiano, Castelforte e Minturno, dove tra il 2014 e il 2016 sono stati compiuti ben 11 tra attentati ed intimidazioni, considerati “reati spia” dell’attività di organizzazioni mafiose. Nel contesto territoriale del basso Lazio inoltre diverse sentenze hanno confermato l’operatività di associazioni di tipo camorristico federate con il clan dei Casalesi o diretta espressione del sodalizio, che operano, dagli anni ’80, rappresentando una costante minaccia per l’economia.

Gli affari nel capoluogo pontino

Fitto il capitolo relativo al capoluogo pontino, dove si fa riferimento all’inchiesta Olimpia condotta dall’Arma, che ha fatto emergere rapporti e legami tra la malavita organizzata della città e l’ex presidente della Us Latina Calcio Pasquale Maietta che, nella fase di elaborazione del Rapporto sulle mafie, era deputato. Nel documento presentato ieri a Roma si parla di “forte influenza di Maietta sull’attività amministrativa del Comune di Latina” che derivava non solo dalla carica rivestita ma anche “dagli stretti legami con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata locale”. Si parla inoltre di Costantino Di Silvio (Cha Cha) e di Gianluca Tuma, arrestati nell’inchiesta “Don’t touch”.

La 'ndrangheta

Per quanto riguarda inoltre la presenza della ‘ndrangheta nel capoluogo della provincia pontina il Rapporto ricorda poi il processo alla famiglia Crupi, legata ai Commisso di Siderno, con un “ruolo primario nel narcotraffco sul piano internazionale”. Il processo ai Crupi si è concluso a marzo scorso con condanne per 80 anni di carcere.

La città di Aprilia

Particolarmente complesso lo scenario ad Aprila, teatro di una serie di intimidazioni e attentati ai danni amministratori locali e funzionari, ma anche commercianti e imprenditori. Anche in questo caso considerati “reati spia”. Si fa poi riferimento all’omicidio di Luca Palli che, seppure non maturato nell’ambiente della criminalitò organizzata, ha incontrato un clima di generale omertà nella città di Aprilia. “Nella realtà di Aprilia – si legge ancora nel Rapporto - numerose indagini e sentenze della magistratura di Latina hanno attestato l’operatività di agguerriti gruppi di usurai attivi anche nei comuni della provincia di Roma”.

I rifiuti

Attenzione particolare alla questione rifiuti, a partire dalla “Gomorra laziale”, venuta alla luce da una recente indagine della squadra mobile e della polizia stradale di Aprilia che ha portato a scoprire una cava abusiva utilizzata per lo sversamento di rifiuti pericolosi ad Aprilia. Una sostanziosa parte del Rapporto fa poi riferimento al traffico di riufiti interrati nella discarica di Borgo Montello e alle recenti indagini che negli anni scorsi ha guidato l’ex dirigente della squadra mobile di Latina Tommaso Niglio. Si parla di rifiuti altamente pericolosi interrati tra il 1987 e il 1990. Un caso dibattuto nei mesi scorsi dalla commissione d’inchiesta parlamentare sui rifiuti.

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