Giovedì, 18 Luglio 2024
Il caso

Corruzione in tribunale, la commercialista: “Ero amica della Castriota ma nessuna corruzione”

A Perugia l’interrogatorio di Stefania Vitto, amministratore delle società di Coscione su indicazione del gip di Latina, finita agli arresti domiciliari

Ha parlato e risposto alle domande dei magistrati Stefania Vitto, la professionista finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Perugia sulla corruzione al Tribunale di Latina. La donna è stata ascoltata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia Natalia Giubilei e dal pubblico ministero titolare dell’indagine Gennaro Iannarone nel capoluogo umbro per oltre un’ora.

Assistita dall’avvocato Giulio Liscio, la 59enne ha ammesso la sua amicizia con il gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota – arrestata giovedì scorso insieme al commercialista Silvano Ferraro - ma ha negato qualsiasi tipo di corruzione precisando di avere lavoro nel pieno rispetto delle regole nel ruolo che le era stato affidato quale amministratore delle società dell’imprenditore Fabrizio Coscione.

Stefania Vitto ha anche voluto precisare di essersi dimessa da qualsiasi incarico rispetto all’indagine in corso. La difesa ora punta a ottenere una misura cautelare più lieve e alla revoca degli arresti domiciliari non essendoci pericolo di reiterazione del reato né rischio di inquinamento delle prove. Secondo gli investigatori la professionista avrebbe ricevuto incarichi nella gestione delle società sottoposte a sequestro in sostituzione del precedente amministratore e avrebbe poi versato parte del compenso ricevuto alla stessa gip Giorgia Castriota.

Intanto è attesa per la decisione del giudice per le indagini preliminari di Perugia sulla richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali Giorgia Castriota e del consulente Silvano Ferraro

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