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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

L’ultimo abbraccio di Sonnino al suo carabiniere: a Fossanova i funerali di Vittorio Iacovacci

Celebrate le esequie del militare ucciso in Congo. Bandiere tricolori in paese dove è stato proclamato il lutto cittadino; in aria lanciati palloncini verdi, bianchi e rossi

Un ultimo grande abbraccio quello che è stato dato oggi da Sonnino al suo carabiniere Vittorio Iacovacci ucciso lo scorso lunedì nella Repubblica Democratica del Congo durante un attacco ad un convoglio dell’Onu insieme all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e al loro autista Mustapha Milambo. Dopo i funerali di Stato di ieri nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, oggi, nel giorno in cui è stato proclamato il lutto cittadino, nell’Abbazia di Fossanova sono state celebrate le esequie del militare caduto durante una missione di pace.

Bandiere tricolori hanno accompagnato il percorso che porta da Sonnino all’Abbazia di Fossanova dove ad attendere l’arrivo della salma c’erano tantissimi cittadini con rose rosse e palloncini verdi, bianchi e rossi, i colleghi di Iacovacci e diverse autorità civili e militari. Poco dopo le 15, in un silenzio assordante rotto solo dal suono delle campane, il carro funebre è arrivato davanti l’Abbazia; dopo l’intonazione della Virgo Fidelis e il saluto dei carabinieri in alta uniforme a Vittorio Iacovacci, la bara avvolta dal tricolore è stata portata all’interno della chiesa a spalla dai militari dell’Arma.

“Anche se ne abbiamo ascoltate molte e di significative in questi giorni, sentiamo che non ci sono parole adeguate a esprimere l’enormità di quanto è avvenuto. La morte è sempre una enormità, ma mai quanto lo è quella che avviene con la violenza nei confronti di un giovane che ha messo la sua vita a servizio dello Stato e del bene di altri - ha detto durante l'omelia il vescovo Mariano Crociata che ha celebrato i funerali di Vittorio Iacovacci -. Più che le parole possono i gesti, come quelli a cui stiamo assistendo, e in qualche modo anche ponendo, in questi giorni fino a oggi. La nazione intera, e non solo la nostra, si è stretta attorno a coloro che sono caduti vittime di una violenza insensata, attorno a Vittorio e alla sua famiglia, al papà e alla mamma, alla sorella, al fratello, alla fidanzata; una famiglia, peraltro, a cui lo Stato deve molto. E prima ancora lo hanno fatto parenti e amici, il borgo di Capocroce e il paese intero di Sonnino, la comunità parrocchiale e noi tutti, oggi qui convenuti per porgere a Vittorio l’estremo saluto e far sentire ai suoi cari la nostra partecipazione al loro dolore, la nostra vicinanza e il nostro desiderio di offrire, o almeno invocare, sostegno e forza in una prova così grande”.

L’omelia del vescovo Crociata: il testo integrale

E’ durata oltre un’ora la cerimonia a cui hanno preso parte anche le autorità civili e militari della provincia; erano presenti il prefetto di Latina Maurizio Falco e il questore Michele Spina, oltre ai rappresentanti del comando provinciale dei carabinieri, della polizia di Stato e del comando provinciale della Guardia di Finanza, i sindaci pontini ed europarlamentari. Grande commozione per lettera letta dalla fidanzata del giovane militare. "Amore mio, che hai fatto della tua passione un lavoro, che sei stato figlio esemplare, fratello ineguagliabile e compagno straordinario per il nostro progetto di vita meraviglioso, lasci nei cuori un vuoto incolmabile” ha detto la ragazza con la voce rotta dal pianto. “Resterai indelebile, il tuo sorriso, tuoi occhioni verdi, felici, i tuoi modi garbati che ti rendevano adeguato in ogni circostanza, il tuo cuore grande, l’amore smodato per i nostri nipoti, la voglia di fare, il tuo grande altruismo sono per noi motivo di orgoglio. Il tuo lavoro era la tua vita ci hai sempre creduto, hai sempre voluto migliorarti". "Ti dico grazie - ha detto ancora in un altro passaggio della lettera -, perché da te ho imparato tanto, mi sei rimasto sempre accanto. Non hai mai capito abbastanza quanto fossi importante per me, perché in fondo nemmeno io so quantificare quanto lo eri. Ora ci lasci da eroe come desideravi. Hai commosso il mondo, tutti hanno avuto un pensiero per te. Non è un addio, è un arrivederci. A te, guerriero, che sei la nostra scorta armata dai cieli, il nostro angelo custode. Per te sventolerà sempre il tricolore che tanto amavi, te lo prometto".  Durante la celebrazioni letti anche il messaggio del comandante del XIII Reggimento Gorizia di cui faceva parte Vittorio Iacovacci e quello di Lubiana Restaini in qualità di delegata Anci - piccoli Comuni.

Un lungo applauso ha poi accompagnato l’uscita della bara dall’Abbazia mentre sono stati fatti volare in cielo i palloncini tricolori tra le lacrime e la commozione dei familiari, della fidanzata e dei colleghi del carabiniere Vittorio Iacovacci.

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