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Alba Pontina, il Pd dopo le dichiarazioni del pentito: "A Latina si faccia sentire la presenza dello Stato"

Gli interventi del segretario provinciale Moscardelli e del consigliere regionale Forte dopo le rivelazioni di Agostino Riccardo

Interviene il Partito Democratico sulle rivelazioni del pentito Agostino Riccardo durante l'ultima udienza del processo Alba Pontina. Rivelazione di nomi degli esponenti del centrodestra che avevano rapporti con il clan Di Silvio. A questo proposito Claudio Moscardelli, segretario provinciale del Pd, preannuncia un'iniziativa che il partito ha in programma al livello nazionale e che sarà comunicata a stretto giro. Moscardelli ricorda poi l'ascesa del clan di Campo Boario negli anni 2000: "Il clan con varie centinaia di soldati - scrive il segretario del partito in una nota - aveva il controllo delle attività criminali del territorio e diveniva massa di manovra elettorale tra voti diretti, voti estorti, voti pagati e brogli elettorali. Nel 2009 il tentativo dei Casalesi di entrare a Latina è stato respinto con successo dal Clan Ciarelli - Di Silvio. Eppure a Latina ancora nel 2010, dopo le prime inchieste di Niccolò D’Angelo e gli omicidi di gennaio, si organizzavano cene elettorali con il clan per le regionali 2010". Moscardelli ricorda poi il ruolo di Pasquale Maietta, "conteso nel centrodestra fino a diventare il padrone del Comune di Latina e deputato di Fratelli d’Italia, tesoriere del gruppo parlamentare alla Camera". 

A dicembre 2014 la prima missione della commissione Antimafia a Latina. "Il Questore De Matteis - aggiunge Moscardelli - ha rotto l’incantesimo di Latina città aperta alla criminalità. Il Ministero dell’Interno ha sostenuto con uomini e mezzi straordinari l’attività delle forze dell’ordine. Ci furono delle inchieste e ci furono i risultati prodotti. La Commissione Antimafia ha acceso i riflettori su Latina. Inquietante, sempre in quella audizione, il ruolo di Melaragni, capo di Gabinetto dell'allora sindaco di Latina, ex poliziotto ed ex funzionario Sisde, che era l’autore materiale di un’interrogazione parlamentare  intimidatoria, a firma di Maietta, contro il Questore De Matteis sullo stadio di calcio".  

Al clan Ciarelli-Di Silvio è stata contestata l’associazione di stampo mafioso avendone tutte le caratteristiche. Finalmente il passaggio che rende chiari i connotati della Mafia di Latina. "Lo Stato c’è e continua ad esserci - conclude Moscardelli - ma troppe inchieste sono rimaste ferme, concluse e in attesa di provvedimenti. Sul rapporto con la politica, dopo quanto emerso nei rapporti con l’ex deputato di Fratelli d’Italia Maietta, tutto si è fermato . Ci aspettiamo che il lavoro delle forze dell’ordine venga valorizzato. Latina e provincia non sono come Palermo o Reggio Calabria o come la provincia di Caserta quanto a presenza di criminalità organizzata, ma numeri e qualità delle organizzazioni criminali sono altissimi. Il clan Ciarelli Di Silvio a Latina è una minaccia attuale Si deve andare fino in fondo". 

Le intimidazioni che hanno consentito a Maietta di diventare deputato

“Destano preoccupazione le dichiarazioni di un pentito di Latina che, nel corso del processo ‘Alba pontina’, sta tirando in ballo diversi politici nell’ambito del centrodestra per un presunto voto di scambio, e con l’accusa di connivenze con la criminalità locale - aggiunge il consigliere regionale del Pd Enrico Forte - Dichiarazioni che i giudici valuteranno con attenzione ma che impongono, da parte delle istituzioni e della politica, una seria riflessione.  Penso che tutta la classe dirigente debba prendere un serio impegno con l’intera comunità affinché la battaglia per la legalità non sia un banale slogan, ma abbia una reale sostanza e diventi una patrimonio di tutti. Per quanto riguarda il Pd, mi sono fatto promotore di un intervento dei vertici nazionali, in particolare degli esponenti della commissione Antimafia, auspicando che Latina possa avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Alla stessa commissione d’inchiesta chiedo di celebrare proprio  nel capoluogo una seduta dove possano essere ascoltati i candidati sindaci alle elezioni del 2016, così come chiese il presidente Morra. Una audizione che faccia sentire a Latina la presenza dello Stato, con l’obiettivo di fare chiarezza sui lati oscuri ed inquietanti che troppo spesso leggiamo sulle cronache giudiziarie”. 

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