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Coronavirus e non solo: il racconto del 2020 della provincia di Latina

Un anno difficile quello che stiamo per salutare condizionato dall’emergenza Covid, ma anche un anno di fatti e personaggi che hanno lasciato il segno. Il nostro racconto

Si chiude il 2020, un anno difficile dominato dall’emergenza coronavirus che ha travolto anche la provincia pontina. Ma un anno in cui comunque non sono mancati fatti di cronaca, personaggi, notizie belle, che ci hanno fatto emozionare e che ci hanno strappato anche un sorriso. Questo il nostro racconto.

2020: l’anno del coronavirus, dal primo contagio al vaccino

Coronavirus, contagi, Dpcm, lockdown, zona rossa: sono alcune delle parole che racchiudono questo 2020 che stiamo per lasciarci alle spalle. Il 21 febbraio è il giorno del primo contagio a Codogno, nel lodigiano: il coronavirus arriva in Italia. Subito ci si mobilita anche nella provincia di Latina per non farsi trovare impreparati. Tempo qualche giorno e il 2 marzo si diffonde la notizia del primo positivo anche nel territorio pontino: è una donna di Cremona che in quei giorni si trovava a Minturno. All’improvviso anche nella nostra provincia tutto si fa più vero. Quella stessa sera la conferma del primo contagiato nel capoluogo pontino. Da quel momento in poi saranno i numeri a raccontare la realtà anche nel nostro territorio mentre il 4 marzo il Governo chiude le scuole e sei giorni dopo scatta il lockdown in tutto il Paese. Sono le settimane dell’”Io resto a casa” e dell’”Andrà tutto bene”, striscioni compaiono sulle finestre delle case mentre la comunità pontina si unisce e reagisce; tante le iniziative per aiutare quanti pagano più pesantemente le conseguenze del coronavirus, mentre le attività si reinventano per fronteggiare le settimane di chiusura. Oltre all’emergenza sanitaria ci sono da gestire anche quella economica e sociale. In quei giorni viene contagiato anche il governatore del Lazio Zingaretti, mentre nella serata del 19 marzo la Regione con un’apposita ordinanza “blinda” Fondi; è la città più colpita dai contagi nelle prime settimane di pandemia. Vengono disposte misure ancora più stringenti. Quelli di marzo ed aprile sono i mesi più difficili per cittadini, famiglie, per l’economia, lo sport, la cultura. Maggio, invece, è il mese delle riaperture, della cosiddetta “Fase 2”. Piano piano le attività riaprono, anche se con nuove regole e qualche divieto, un poco alla volta ripartono la cultura, lo sport e la vita riprende, tra tavoli distanziati nei locali e ombrelloni negli stabilimenti balneari. L’estate scivola via tra contagi quasi azzerati e più sorrisi, mentre per qualcuno l’incubo coronavirus sembra ormai finito. Ma, come era stata ampiamente annunciata, con l’autunno arriva la seconda ondata e le nuove restrizioni. Con una serie di Dpcm le prime attività vengono chiuse, e non mancano le proteste, le regioni italiane divise in tre zone, gialla, arancione e rossa. In provincia i contagi aumentano con picchi di oltre 300 casi giornalieri; il 24 novembre il sindaco Coletta risulta positivo al coronavirus con cui combatte per un mese. Ma è il dato dei decessi quello che più spaventa, quasi 200 nei soli mesi di novembre e dicembre. Il 2020 si chiude con l’avvio della campagna di vaccinazione: il 29 dicembre, il V-Day, è la giornata simbolo delle prime somministrazioni agli operatori sanitari del Goretti. Si riparte da qui; il 2021 ora è tutto da scrivere, sperando regali più sorrisi dell’anno che stiamo per lasciarci alle spalle. 

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